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03 Dicembre 2022

Pubblicato il

Mensa “made in Italy” a Montecitorio. Ecco la proposta dei menù regionali

di Alice Capriotti
L'idea della mensa con pasti territoriali a rotazione nasce dalla scadenza stabilita per dicembre dell'appalto per la ristorazione
Un cliente di un ristorante durante il pasto

Difesa del “made in Italy”, ecco la nuova dieta modello che il governo ha intenzione di attivare nella mensa di Montecitorio, con lo scopo di valorizzare tutti piatti del nostro territorio.  

L’idea

Si partirebbe con un tour gastronomico, che valorizzi la nostra filiera agro-alimentare, partendo dalla Sicilia, passando poi alla Campania, alla Sardegna, al Piemonte e così via a completare tutte le regioni. L’ideatore, Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia, dichiara: “Vogliamo alzare gli standard qualitativi delle materie prime proponendo una turnazione di menù regionali”. 

Il governo lancia l’idea della “sovranità alimentare”, dopo essersi attivato, precedentemente, per la difesa della lingua italiana dalle possibili “contaminazioni”. 

Il menù made in Italy

L’idea dei menù regionali nasce dalla scadenza, stabilita per il prossimo dicembre, dell’appalto per la ristorazione della Camera. Paolo Trancassini oltre ad essere un deputato di FdI, è soprattutto un ristoratore e proprietario di un locale poco distante da Montecitorio che ha oltre 500 anni di attività. Successivamente ha affermato di voler intraprendere una nuova gara d’appalto, partendo proprio dalle materie prime. 

Il ministero dell’Agricoltura

In verità, non sono pochi però che ritengono tale visione del “made in Italy” non proprio sua ma del collega, da poco eletto Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. In questo nuovo governo, infatti, lo stesso Lollobrigida, come ha dichiarato lo scorso 29 ottobre, ha intenzione di cambiare il nome ufficiale in Ministero dell’agricoltura, sovranità alimentare e forestale (Masaf) partendo da Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf), ma la conferma ufficiale potrebbe arrivare già dopo il prossimo consiglio dei ministri.

 

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