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Maxi blitz a San Basilio, sequestro antimafia da 5 milioni: 250 agenti anche a Frosinone Latina e Rieti

Maxi operazione a San Basilio: sequestro antimafia da oltre 5 milioni, 250 agenti in campo. Beni colpiti anche a Frosinone, Latina e Rieti

Polizia notte

La Polizia di Stato ha avviato nella serata di mercoledì 21 gennaio una vasta operazione nel quadrante nord-est della Capitale, con epicentro nel quartiere San Basilio: in esecuzione un decreto di sequestro di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, per beni dal valore superiore ai cinque milioni di euro, ritenuti riconducibili a soggetti collegati a gruppi attivi nello spaccio nella cosiddetta “piazza della coltellata”. L’intervento coinvolge circa 250 operatori e si estende anche in altri comuni dell’area metropolitana, oltre che nelle province di Rieti, Latina e Frosinone.

Maxi blitz a San Basilio, il sequestro antimafia da oltre 5 milioni deciso dal Tribunale di Roma

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Roma, attraverso la Direzione Distrettuale Antimafia, e del Questore di Roma. Il sequestro di prevenzione è uno strumento che punta a colpire patrimoni ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati e considerati frutto, diretto o indiretto, di attività illecite, con l’obiettivo finale della confisca.

Maxi blitz a San Basilio, beni sequestrati fra società, immobili e disponibilità liquide

Secondo quanto ricostruito nelle prime informazioni diffuse, il sequestro riguarda un pacchetto ampio e articolato: società, una ditta individuale, immobili e disponibilità in contanti, oltre a beni di valore. In particolare vengono indicati anche numerosi immobili non solo a Roma, ma in vari comuni del Lazio, a conferma di un radicamento economico che supera i confini del singolo quartiere e segue le tracce di reinvestimenti.

Maxi blitz a San Basilio, operazione estesa nel Lazio: da Roma alle province di Rieti, Latina e Frosinone

Il perimetro operativo non si limita alla Capitale. Le attività, infatti, interessano anche le Questure di Rieti, Latina e Frosinone, con verifiche e sequestri collegati. È un elemento che aiuta a leggere la dimensione del fenomeno: la “piazza della coltellata” viene descritta da tempo come un punto di riferimento nel narcotraffico cittadino e l’inchiesta mira a intercettare la filiera economica che, secondo gli investigatori, alimenta e protegge l’organizzazione dello spaccio.

Maxi blitz a San Basilio, perché colpire i patrimoni cambia gli equilibri dello spaccio

L’azione patrimoniale si muove su un terreno diverso rispetto ai soli arresti: sottrarre immobili, aziende, veicoli e liquidità significa provare a ridurre la capacità di rigenerarsi dei gruppi criminali, limitando risorse per logistica, manodopera e ricambi nel mercato della droga. In questa chiave, l’operazione viene presentata come un passaggio mirato a proteggere l’economia legale, impedendo che capitali di origine illecita si trasformino in attività apparentemente “pulite”, capaci di condizionare concorrenza e lavoro.

Maxi blitz a San Basilio, conseguenze sul territorio: sicurezza, legalità e risposta istituzionale

San Basilio è un quartiere dove il tema della sicurezza convive con una domanda costante di servizi, presenza dello Stato e opportunità sociali. La repressione del traffico di stupefacenti, da sola, non sostituisce interventi educativi e di recupero urbano, ma l’azione di oggi segna un punto: magistratura e forze dell’ordine colpiscono il cuore economico di un sistema, provando a interrompere quel circuito che rende lo spaccio un “lavoro” per le reti criminali e un incubo quotidiano per chi abita nelle strade interessate. Sul piano giudiziario, l’iter delle misure di prevenzione prosegue con i passaggi previsti per arrivare, se confermato, alla confisca definitiva.