Cartelle e multe, rottamazione-quinquies attiva: nel Lazio domanda entro il 30 aprile, ecco come fare
Cartelle e multe, parte la rottamazione-quinquies: sul sito AdER domanda entro 30 aprile 2026. Come chiedere il prospetto, scegliere rate e rispettare scadenze
La rottamazione-quinquies è operativa: sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione è disponibile il servizio per presentare la domanda di adesione alla nuova definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026, con scadenza fissata al 30 aprile 2026. Per molti contribuenti del Lazio la notizia ha un volto concreto: vecchie cartelle nate da imposte dichiarate e mai saldate, contributi Inps rimasti indietro, oppure sanzioni stradali affidate dalle Prefetture. Prima di correre al click, però, conviene capire cosa rientra davvero e quali passaggi riducono il rischio di errori.
Rottamazione-quinquies nel Lazio: quali debiti possono rientrare, fino al 2023
Il primo punto è il perimetro: la misura non riguarda “tutto”, e proprio questa selezione spiega perché Agenzia delle Entrate-Riscossione invita a verificare fin da subito i carichi definibili. Rientrano soltanto alcune tipologie: imposte dichiarate ma non versate, omesso versamento di contributi Inps (esclusi quelli collegati ad accertamenti) e sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada affidate dalle Prefetture. Il limite temporale indicato per i debiti è il 2023. Per chi vive a Roma e provincia, dove le notifiche di multe e atti collegati alla circolazione stradale sono una voce ricorrente, la precisazione sulle sanzioni prefettizie è uno dei dettagli da leggere bene.
Domanda online rottamazione-quinquies: area riservata, la via più rapida
Chi ha Spid, Cie o Cns può usare l’area riservata. Qui il sistema propone direttamente i soli debiti che risultano “rottamabili”, lasciando all’utente la scelta su quali includere nella richiesta. È un filtro che, nella pratica, semplifica: non si deve indovinare cosa rientra, perché l’elenco appare già selezionato dal servizio. Per professionisti e imprese è prevista anche la possibilità di accesso con credenziali dell’Agenzia delle Entrate, soluzione che può facilitare chi gestisce più posizioni e ha necessità di operare con strumenti già in uso.
Area pubblica: domanda senza credenziali, ma servono i documenti
C’è anche un canale pensato per chi non usa identità digitale o preferisce una procedura diversa: nell’area pubblica del sito si può compilare il form per l’adesione senza login, allegando la documentazione di riconoscimento. È una modalità che può essere utile a una fascia di cittadini ancora poco digitale, ma richiede attenzione nella preparazione degli allegati e nella correttezza dei dati di contatto, perché e-mail e telefono diventano essenziali per seguire l’iter.
Prospetto informativo: la mossa che evita passi falsi
Prima di inviare l’adesione, molti scelgono di richiedere il prospetto informativo: contiene l’elenco dei carichi definibili e l’importo dovuto in misura agevolata. In area riservata si compila la schermata dedicata e, entro le successive 12 ore, arriva una e-mail con il link per scaricare il documento, disponibile per 5 giorni. In area pubblica la richiesta passa dal form con allegati di riconoscimento. È un passaggio che, per chi ha più posizioni aperte o non ricorda con precisione l’origine dei debiti, fa la differenza: chiarisce cosa può entrare in domanda e consente di valutare se conviene puntare su unica soluzione o rate.
Rate fino a 9 anni e minimo 100 euro: come scegliere senza farsi male
La domanda chiede una scelta netta: pagamento in un’unica soluzione oppure rate. La norma prevede un arco ampio, fino a 9 anni con un massimo di 54 rate bimestrali, ma fissa anche un vincolo che incide sul bilancio familiare: in caso di dilazione, ogni rata non può scendere sotto 100 euro. Detto in modo semplice: rate più lunghe sì, ma non simboliche. Chi vive con entrate variabili dovrebbe ragionare sull’importo minimo e sulle scadenze, perché una definizione agevolata funziona solo se regge nel tempo.
Dopo l’invio: la Comunicazione delle somme dovute e il calendario che conta davvero
Una volta trasmessa la domanda entro il 30 aprile 2026, non si paga subito “alla cieca”. Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibile entro il 30 giugno 2026 la Comunicazione delle somme dovute: esito dell’istanza, importi e moduli di pagamento. Le informazioni diffuse sulla misura collegano la prima scadenza di pagamento a fine luglio 2026, riferimento utile per chi sta organizzando liquidità e uscite nei mesi successivi. In mezzo ci sono settimane decisive: quelle in cui verificare mail, controllare l’esito e non perdere notifiche.
Caf e professionisti: nel Lazio cresce la domanda di assistenza, soprattutto sui casi “misti”
A Roma e nel resto della regione, Caf e studi professionali si aspettano una crescita di richieste, soprattutto da parte di chi ha posizioni miste: una parte dei carichi rientra nella rottamazione-quinquies, un’altra no. È qui che l’area riservata con l’elenco dei carichi definibili aiuta, ma non sempre basta: molti vogliono capire l’impatto complessivo, i riflessi su eventuali rate già attive e cosa accade in caso di mancato pagamento. La sensazione, raccolta nelle conversazioni quotidiane agli sportelli, è sempre la stessa: la possibilità di diluire in 9 anni è una boccata d’ossigeno, ma la parola chiave resta una sola, sostenibilità.
