22 Settembre 2021

Pubblicato il

Tempo di nomine

Mattone di Stato: le nomine di Ferragosto delle immobiliari italiane

di Redazione
Per il rinnovo dei vertici si reclama il coinvolgimento di manager nuovi e competenti e che sappiano muoversi in ambito pubblico
Immobili di Stato
Immobili di Stato

Come anticipato da Affari Italiani sembra che in questi giorni abbiano siglato il cosiddetto “Accordo di Ferragosto” per le nomine infrastrutturali e immobiliari italiane. Un affare di diversi miliardi di euro già in epoca ordinaria e ora con numeri più alti con i fondi dedicati del PNRR.

A più voci si chiede quindi di uscire dalle logiche di spartizione politica e/o di riposizionamento di manager tra le varie società: Anas, Cassa Depositi e Prestiti – CDP, Demanio e Investimenti Immobiliari- Invimit. Come riportato da Affari italiani, si reclama il coinvolgimento di manager nuovi, competenti e che sappiano muoversi in ambito pubblico. E che dialoghino con le società e le istituzioni per rendere performante l’azione, finora poco efficace da parte dei manager che ci hanno provato.

Rumors sui vertici Anas – Demanio e CDP

La prima nomina immobiliare è targata PD ed è stata già effettuata: Alessandra Del Verme al Demanio, sembrerebbe dopo risultati non esaltanti dei suoi predecessori Riccardo Carpino e Antonio Agostino (manager pubblici qualificati per altri ruoli).

Sembrava fatta per Anas, ma le interpellanze parlamentari hanno fatto fare un passo indietro sul nome di Ugo De Carolis (ex gruppo Atlantia – Benetton) verso Luigi Ferraris, ad di Ferrovie. Nomi forti per Anas restano Massimiliano Bianco, lato esterno, e, lato interno, Ugo Di Bernardo. Critiche anche nei confronti di Dario Scannapieco ad di CDP per aver scelto come capo staff Fabio Barchiesi, vicino ai vertici Coni. E altri cambiamenti sono in vista.

Dato in uscita da Cdp Sgr l’Ad Marco Doglio, considerato l’uomo di Fabrizio Palermo (ex vertice Cdp) e manager del mercato con difficoltà a muoversi in ambiti pubblici.

Invimit: risultati e futuri top manager

Riguardo a Invimit, a livello di forma, i risultati sembrerebbero soddisfacenti, ma a livello di sostanza ciò sarebbe avvenuto solo grazie all’aiuto di società pubbliche intervenute acquisendo il Fondo Dante. Questa operazione è stata poco gradita al mercato sia per come era stata strutturata, sia perché collocata da un presidente e un Ad di Invimit non riconosciuti come esperti della materia.

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Appare, quindi, ormai in uscita dalla presidenza Nuccio Trifone Altieri, perché unico esponente di una società pubblica che sia anche un politico (Lega) di professione. Al suo posto è in pole position per la presidenza Emanuele Boni, in uscita da amministratore delegato di CDP Immobiliare (ma considerato anche lui di estrazione fortemente politica, M5S). Come soluzione istituzionale, vi sarebbe Paolo Crisafi, tra i fondatori della rappresentanza immobiliare in Italia, e attuale presidente di Re Mind Filiera Immobiliare.

Per la posizione di guida operativa resterebbe in pista la attuale Ad Giovanna Della Posta (fortemente voluta dall’ex Ministro Mef, Giovanni Tria) in gara con Giorgio Pieralli, attuale Responsabile Investimenti Illiquidi di Zurich Italia. In alternativa, un manager, di secondo livello all’interno dell’organigramma Generali, Sacha Camerino, responsabile centro sud Italia dell’immobiliare.

Il Ministro Daniele Franco dovrà decidere nei prossimi giorni, d’intesa con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, i manager dell’immobiliare pubblico sulla base dei migliori curricula presenti presso i cacciatori di teste e non lasciandosi influenzare da vecchie e non sane logiche. In gioco c’è l’ammodernamento dei territori e delle città e il benessere del Paese.

 
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