22 Settembre 2021

Pubblicato il

Mafia Capitale: “Buzzi criminale pericoloso e privo di scrupoli”

di Redazione
Lo affermano i giudici del tribunale del Riesame di Roma: "E' il fidatissimo alter ego di Carminati"

Un ottimo imprenditore ma anche (e soprattutto) un criminale infaticabile, privo di scrupoli e per tale ragione pericoloso al punto che "deve essere posto in condizioni di non nuocere alla collettività". Sono le motivazioni espresse dai giudici del tribunale del Riesame di Roma, in base alle quali hanno ritenuto opportuno confermare la custodia cautelare in carcere, nell'ambito della seconda parte dell'inchiesta di Mafia Capitale.

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Nelle 131 pagine elaborate dal collegio presieduto da Bruno Azzolini, Buzzi viene descritto come il "punto di riferimento dei sodali e dei suoi collaboratori" e "fidatissimo alter ego" di Massimo Carminati, che si adopera al fine di tessere trame di accordi illeciti e "si attiva per prevalere con l'aiuto di amministratori pubblici a vario livello".  "Nei confronti dei politici e dei funzionari pubblici – si legge nel provvedimento – la sua capacità di sapersi muover e la sua 'generosità' sono note al punto che alle volte sono quelli che gli offrono opportunità che lui non ha neanche ricercato".

I giudici si soffermano anche sulla posizione di Claudio Caldarelli, collaboratore di Buzzi, il quale è rimasto in carcere dopo il rigetto della sua domanda di scarcerazione. "Ricopre un ruolo formale nelle cooperative riconducibili a Buzzi – affermano i giudici del tribunale del Riesame di Roma – ed in tale veste viene utilizzato dall'associazione per mantenere i rapporti con i funzionari pubblici e per infiltrarsi nella amministrazione".

Circa le posizioni dei singoli consiglieri comunali,coinvolti fino al momento dell'arresto, il Riesame si sofferma su Caprari, sottolineando come venda "le proprie funzioni per votare la delibera in ordine ai debiti fuori bilancio, manifestando una particolare spregiudicatezza soprattutto se rapportata al ruolo di neofita del consiglio comunale". "È significativo – si legge nell'ordinanza – che Caprari riesca a 'scandalizzarè Buzzi con una richiesta (l'assunzione di tre persone) valutata eccessiva perfino dallo spregiudicato imprenditore".

Poco edificante anche il giudizio su Tredicine "il cui spessore criminale è sottolineato da Massimo Carminati che gli attribuisce un milione di impicci e lo definisce serio e poco chiacchierato". Se rimesso in libertà, scrivono i giudici, Tredicine "potrebbe ben riprendere a fare il milione di impicci come efficacemente sostenuto da Carminati".

Inqualificabile, infine, la condotta attribuita a Pedetti per aver concorso ad alterare un bando di gara legato all'accoglienza di 580 migranti. Per i giudici si tratta di «un episodio che dimostra come il pubblico amministratore abbia completamente interrotto ogni aggancio con la legalità ed abbia affidato la propria funzione alla deriva della corruzione prestandosi a essere duttile strumento nelle mani di imprenditori senza scrupoli.

In generale i giudici sono giunti alla conclusione che dalla seconda tranche di indagini su Mafia Capitale, sfociata lo scorso 4 giugno in 44 arresti, sono emerse condotte illecite "che si sono protratte sino ad epoca prossima all'emissione dell'ordinanza del gip con modalità che dimostrano una consuetudine ed una abitualità sconcertante, indice di un malcostume generalizzato che inquina tutta l'attività pubblica".

 
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