29 Luglio 2021

Pubblicato il

Lievitazione dei costi

Ma è giusto “tassare i panini” perché sporcano le strade?

di Laura Vasselli

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi e la "tassa sui panini", la proposta che non piace ai fiorentini

L’idea è stata del direttore tedesco delle nostre fiorentine Gallerie degli Uffizi, il quale ha fatto rilevare un’importante lievitazione dei costi per la pulizia dei preziosi selciati in pietra serena sulla strada pubblica. Le macchie sarebbero, oltretutto, anche difficili da sgrassare. L’operazione viene svolta in tutta fretta, almeno un paio di volte al giorno, e rischiano di rimanere irrimediabilmente macchiati dall’olio e dal ketchup che colano dai panini dei turisti quotidiani, detti per l’appunto, “mordi e fuggi”.

Per meglio dire, il severo storico dell’arte Eike Dieter Schmidt, che dal mese di novembre 2015 ricopre la prestigiosa carica italiana, ha ipotizzato il progetto. Quello di far pagare ai locali fornitori di street food una quota di sostentamento dei costi per pulire le strade da macchie e rifiuti, in ragione della sporcizia causata dai loro prodotti alimentari in vendita, mangiati in strada.

Ovviamente, la notizia ha subito sensibilizzato le cronache italiane sotto il profilo della sostenibilità. A essa però si contrappone l’oggettivo problema di chi non può permettersi di beneficiare dei più costosi spazi ai tavolini, con tanto di servizio; tuttavia, la possibile inaugurazione della “tassa sul panino” avrebbe un suo perché, volto soprattutto a offrire l’opportunità di perequare le rilevanti differenze economiche tra chi gestisce la ristorazione in modo tradizionale e chi invece dispensa prodotti da ingerire sul momento, mentre si cammina in giro o stanziando in strada, di fatto “sporcando”.

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Naturalmente, la proposta non è piaciuta affatto ai fiorentini. Principalmente perché l’eventuale nuova tassazione consentirebbe al municipio di assumere ulteriori netturbini, con conseguente aumento dei costi locali per gli stessi cittadini. Anche le autorità hanno rifiutato l’idea, perché dopo più di un anno di faticoso fermo pandemico non si possono gravare ulteriormente le attività di ristorazione che hanno finalmente appena ripreso a lavorare.

Ma allora quale sarebbe la possibile soluzione?

Forse quella di invitare i turisti a nutrirsi diversamente o ad avere attenzione allo “stato delle salse” che colano dai panini?  Si tratterebbe davvero di una mission impossible, anche se – a onor del vero e detto con un velo di amarezza – nel nord Europa sono più attenti di noi nel raccogliere i rifiuti e a preoccuparsi di “lasciar pulito come si spera di trovare”. 

 
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