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07 Dicembre 2021

Pubblicato il

Ma davvero Roma Capitale ha a cuore scuole e bambini?

di Redazione
L'Assemblea capitolina approva solo 3 mozioni sul miglioramento del settore scolastico educativo

Una rivoluzione a metà – anzi nemmeno a metà – quella che riguarda le scuole di Roma. Ogni giorno che passa aumenta la sensazione che i proclami elettorali siano uno specchietto per le allodole, e niente di più. Proprio oggi, infatti, l’Assemblea capitolina ha bocciato molte mozioni, a firma M5S Roma, inerenti il settore scolastico educativo. Ne sono state approvate solo 3, aventi ad oggetto il nuovo ordinamento delle maestre, il rimborso extra-quote dei nidi e la sicurezza nei nidi.
 

RIMBORSO EXTRA QUOTE NIDI. A seguito della sentenza del TAR che annulla gli aumenti delle tariffe dei nidi della Capitale per l'attuale anno scolastico 2014-2015 (leggi qui), è stata presentata una mozione con cui si chiede il rimborso delle quote erogate perché – come si legge nel testo – “tali aumenti tariffari apparivano da subito illegittimi perché intervenuti in un momento successivo al perfezionamento del procedimento di iscrizione agli asili nido comunali, con ciò ledendo le regole di imparzialità, correttezza, lealtà dei comportamenti che devono presiedere all’agire della Pubblica Amministrazione”.

Dal momento che “la revisione delle tariffe, secondo il TAR, ‘si traduce in una lesione dell'affidamento legittimamente riposto dai ricorrenti nella permanenza degli unici costi conosciuti e conoscibili di fruizione del servizio richiesto e accettato’ ”, e che quindi il TAR ravvisa “la violazione ‘nell'avere l'amministrazione modificato il contenuto degli accordi già perfezionatisi’, ledendo in questo modo gli ‘interessi delle famiglie cui era stata richiesta la conferma delle iscrizioni ed oramai impossibilitate a reperire soluzioni alternative per i propri figli stante l'imminente avvio del nuovo anno educativo’ ”, e considerato infine che “Roma Capitale ha riscosso le quote di iscrizione per l’anno educativo 2014-2015 nella misura prevista dalla deliberazione dichiarata poi illegittima dal TAR”, la mozione, poi approvata, chiede al sindaco Marino e alla Giunta di Roma Capitale di “dare disposizioni agli uffici affinché sia effettuato tutto quanto necessario al fine di favorire l'immediato rimborso delle quote non dovute dai genitori per l’iscrizione dei propri figli presso gli asili nido”, di “fornire indicazioni precise agli uffici circa tempi e modalità di rimborso” e di “informare tutti i cittadini, con particolare riguardo alle famiglie romane, della procedura di rimborso”.

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NUOVO IMPIANTO DEI SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI. La mozione, stavolta, chiede la sospensione del nuovo ordinamento con riguardo alle misure che introducono il fuori rapporto e, quindi la reintroduzione del rapporto numerico educatrici/bambini e l’eliminazione aumenti ore di insegnamento frontali.

Nel dettaglio – si legge nel testo – “con deliberazione della Giunta Capitolina n. 236 dell’1/8/2014 è stata approvata la nuova disciplina del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo, con effetti sostitutivi dell’ipotesi di accordo prevista dal vigente CCNL e con valenza temporanea e provvisoria, comprendente, tra l’altro, nell’allegato D, la disciplina applicabile all’Area Educativa e Scolastica”. Disciplina la cui applicazione, poi, “con deliberazione della Giunta Capitolina n. 337 del 27/11/2014, a seguito di accordo con le OO.SS., è stata differita al 1° gennaio 2015”.

Nell’allegato D, al paragrafo rubricato ‘La razionalizzazione del meccanismo di assegnazione delle risorse umane’, si legge che “Roma Capitale intende superare il meccanismo della ‘conta’ permanente degli educatori in servizi in rapporto frontale, introducendo i seguenti principi: a) non sostituzione della prima educatrice assente; b) sostituzione di tutte le ulteriori assenze (dopo la prima) nel limite massimo del restante organico previsto perché questo significa, tradotto in termini concreti, che il rapporto educatore/bambini previsto dalle norme vigenti non sarà rispettato tanto quando un educatore risulterà assente nella prima ora tanto quando risulterà assente rispetto all’organico previsto”; mentre al paragrafo rubricato ‘L’orario di servizio’, si legge che viene stabilito “l’aumento a 30 ore (dalle attuali 27), così di fatto incrementando di ulteriori tre ore il rapporto frontale con i bambini”.

Considerato che “l’attenzione ai bisogni dell’infanzia e delle famiglie con figli è anche misura del grado di evoluzione raggiunto dalla società e la centralità del bambino affermata nei documenti di Roma Capitale deve concretizzarsi in azioni coerenti con gli obiettivi di miglioramento e di sviluppo dei servizi rivolti all’infanzia”, e che “l’implementazione e il miglioramento della qualità dei servizi educativi e scolastici, stante la loro peculiare natura che è strettamente dipendente dalla relazione individuale tra l’educatore ed il bambino, non può prescindere dalla primaria garanzia di un adeguato rapporto numerico educatore/bambini, così come previsto dalla normativa vigente”, e infine che “la particolare natura dell’attività professionale resa dalle figure educative ben può considerarsi ‘usurante’ in relazione alle condizioni in cui si svolge e all’elevato grado di attenzione costantemente richiesto, mal si concilia con la previsione di un aumento dell’orario di servizio in termini di prestazioni ‘frontali’ perché questo potrebbe determinare situazioni di potenziale pericolo per gli alunni più piccoli dovuto a cali di attenzione”, si chiede al sindaco Marino e alla Giunta di Roma Capitale di organizzare il lavoro in maniera tale che sia garantito “in ogni momento della giornata scolastica il rispetto del rapporto numerico educatore/bambini nella misura stabilita dalle normative vigenti” e il “mantenimento dell’attuale orario di servizio di 27 ore frontali anziché 30 come previsto dalla D.G.C. n. 236/2014”.

ASILI SICURI. Approvata la mozione con cui si richiede l’organizzazione, nei nidi e nelle scuole di infanzia, di corsi di disostruzione pediatrica.

MOZIONI BOCCIATE. Sono state invece bocciate le mozioni inerenti: lo ‘sblocco dei rinnovi contrattuali per comparto Regioni ed Enti Locali’, con la quale si sollecitava il Governo Renzi a sbloccare i rinnovi contrattuali in riferimento a contratti fermi al 2008; la sospensione dei menù europei, con l’eliminazione dei wurstel dalle ricette, in quanto primo alimento responsabile di soffocamento infantile e l’introduzione di nuove pietanze con verdure (leggi qui i dettagli sui menù europei); l’educazione alimentare nelle scuole e gite scolastiche in aziende agricole, tra cui quelle gestite da Roma Capitale ovvero  Castel di Guido, Tenuta del Cavaliere e Tor S. Giovanni.

Altre mozioni, invece, esulavano dal contesto prettamente scolastico-educativo. Tra queste, si segnala la bocciatura della mozione a sostegno del coniuge debole, con la quale si chiedeva di reperire tra gli immobili confiscati alle mafie, le residenze per il coniuge debole (dopo la separazione), di reperire tra gli immobili municipali degli spazi per favore l'incontro tra il genitore non affidatario e i figli, e, infine, l’accesso al microcredito e ad un fondo di garanzia. 

Bocciata anche la mozione sul recupero crediti da ATER, con la quale, stante “il credito di oltre 600 milioni di euro che Roma Capitale vanta nei confronti di ATER – spiega la consigliera M5S Virginia Raggi sul suo profilo Facebook – e stante la disponibilità di ATER a pagare”, si chiedeva di “avviare un tavolo tra Roma Capitale, Regione e ATER per predisporre un piano di rientro”.

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