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L’eritritolo, il dolcificante condannato senza processo

Diversi studi, tra cui uno appena pubblicato sulla rivista Nutrients, rilevano invece che l’eritritolo sarebbe un dolcificante sicuro e benefico

Eritritolo dolcificante

Eritritolo dolcificante

L’eritritolo è un polialcol presente in natura nella frutta, in alcuni vegetali e nei cibi fermentati dall’azione di particolari lieviti. Viene anche prodotto industrialmente dalla fermentazione, mediata da specifici lieviti, dagli zuccheri ottenuti da un idrolisi enzimatica dell’amido di mais. Inoltre, è stato recentemente dimostrato come l’eritritolo venga anche prodotto nell’organismo umano a partire dal glucosio (sintesi endogena).

Un dolcificante da conoscere meglio

Una volta assunto e assorbito per il 90 % nel primo tratto intestinale, o prodotto endogenamente, non viene metabolizzato dal nostro organismo ed è interamente eliminato attraverso le urine. Il restante 10%, non assorbito, raggiunge il colon dove viene parzialmente fermentato dalla flora batterica.
Questo dolcificante non induce un aumento della glicemia, dell’insulina o alterazioni del microbiota intestinale.

Recentemente è stato pubblicato uno studio che ha allarmato molto i consumatori di questo dolcificante. Lo studio osservazionale, infatti, ha associato il consumo di eritritolo ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari maggiori e trombosi. Ma analizzandolo correttamente lo studio in oggetto si evince quando sia inattendibile e inesatta questa conclusione:

Lo studio merita un’analisi completa

  • Nel lavoro gli autori evidenziano una correlazione tra elevati livelli di eritritolo nel sangue e un eventuale correlazione con patologie metaboliche senza stabilire se queste sono causa o conseguenza dell’aumento dei livelli endogeni di eritritolo. Ad esempio, avendo chiarito che l’eritritolo viene prodotto per sintesi endogena, è auspicabile trovarne livelli maggiori in soggetti diabetici con scompensi glicemici.
  • Lo studio ha osservato che pazienti con patologie cardiovascolari e metaboliche già preesistenti presentavano maggiori livelli ematici di eritritolo, senza analizzare il tipo di alimentazione e/o lo stile di vita di questi soggetti. E’ facilmente ipotizzabile, infatti, che i soggetti con maggiori livelli ematici di eritritolo facessero un uso eccessivo o maggiore di prodotti ultraprocessati e bevande industriali dolcificate con questo polialcol.

Maggiore rischio metabolico e cardiovascolare

  • Ma l’eccessivo consumo di questi alimenti, è dimostrato, già di per se, che possa causare un aumentato rischio metabolico e cardiovascolare in quanto addizionate di sostanze dannose: conservanti, additivi, emulsionanti, acidi grassi idrogenati o saturi, sale e un eccesso di farine raffinate. Merendine, biscotti o creme senza zuccheri (dolcificate con eritritolo) infatti non possono certo definirsi sane per la sola assenza di zuccheri. Inoltre, non dimentichiamo che i dolcificanti non inducono sazietà e l’assenza di zuccheri induce spesso i consumatori ignari a far maggiore uso di questi prodotti con aumento del rischio di sovrappeso e obesità.
  • E’ corretto pensare che i soggetti, come quelli in esame, già affetti da patologie metaboliche (ipertensione, diabete, obesità, etc.), presentassero già un rischio maggiore di eventi trombotici o cardiovascolari, indipendentemente dai livelli ematici di eritritolo.
  • Infine è stata valutata l’assunzione di eritritolo su otto soggetti SANI a cui è stata somministrata una bevanda contente 30 grammi di eritritolo e a seguire ne è stato misurato il dosaggio ematico nel sangue, che risultava aumentato per due giorni. Va chiarito che un dosaggio tale di eritritolo lo troviamo solo in bevande edulcorate (oltre 300 cc), che è noto vadano evitate, o in grosse quantità (superiori ai 130-140 gr) di dolci o biscotti contenti eritritolo; tutti alimenti di cui non facciamo, o almeno non dovremmo, fare un uso quotidiano e continuo.

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L’eritritolo avrebbe diversi benefici

Dobbiamo aggiungere che diversi studi, tra cui uno recentemente pubblicato sulla rivista Nutrients, hanno rilevato che l’eritritolo sarebbe non solo sicuro ma avrebbe diversi benefici, inclusi un ruolo protettivo sull’endotelio dei vasi, antiossidante, anticariogeno e favorente la riduzione dell’emoglobina glicata e dello stress ossidativo in soggetti diabetici.

E’ giusto precisare che tutti noi dovremmo disabituarci al gusto dolce, in quanto qualsiasi sostanza (calorica o acalorica, naturale o di sintesi) che ha un potere dolcificante attiva diverse vie metaboliche e neuro-trasmettitoriali che stimolano il senso di fame e possono influenzare la risposta glicemica ai pasti successivi. I dolcificanti non sono certamente la soluzione allo sviluppo dell’obesità e delle malattie metaboliche. Per cui è vero che possiamo utilizzare l’eritritolo ma sempre in quantità limitate e con criterio.

Dott. Dario Amodio

Dietista – Biologo nutrizionista
Esperto (Master di II Livello) in Nutrizione clinica e Metabolismo
Esperto (Master di II Livello) in Oncologia Integrata
Docente e Coordinatore del master di II livello di Medicina integrata presso Università Telematica San Raffaele di Roma
amodio.nutrizione@libero.it
www.amodionutrizionista.it