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16 Maggio 2022

Pubblicato il

La previsione di Bill Gates: “Prossima pandemia più letale del Covid”

di Giulia Bertotto
Prossima pandemia? Come fidarsi della Scienza se il suo profeta è Bill Gates
Bill Gates
Bill Gates

Da quando è scoppiata l’epidemia dovuta al virus Sars-coV-2 l’imperativo è “fidarsi della scienza”. Ce lo dicono i telegiornali e le radio, ce lo ripetono perfino i rotocalchi di gossip, ci viene raccomandato a messa e nelle omelie del Papa.

Nella cornice di questo pericoloso e paradossale corto circuito la medicina si fa propaganda e il dibattito tra i ricercatori assume le sembianze dell’ideologia corredata dai suoi fanatismi.

Malgrado l’apparente celebrazione ossessiva della Scienza, quello che tuttavia stiamo venerando è il nuovo sistema del profitto biopolitico.

Bill Gates e la previsione sulla prossima pandemia

Il metodo scientifico, che funziona per ipotesi e prove di laboratorio ogni volta da rielaborare o avallare, non deve più essere considerato un criterio umano di interpretazione del reale e di azione su di esso -perciò sempre in aggiornamento seppur di gran valore filosofico e tecnico- ma celebrato alla stregua di una divinità con i suoi dogmi. E come ogni ortodossia che si rispetti vanta i suoi profeti.

La previsione sulla prossima pandemia non arriva (solo) da un luminare dell’espertocrazia medica mondiale ma dal più grande imprenditore sulla faccia del pianeta: il controverso e potentissimo mega imprenditore Bill Gates.

Secondo il fondatore di Microsoft e novella sibilla occorre prepararsi alla prossima pandemia.

Bill Gates, vaccini per tutti e giustizia sociale

Le varianti Omicron e Delta sono state tra i virus più trasmissivi finora conosciuti ma il mondo potrebbe dover affrontare presto un nuovo agente patogeno, altrettanto contagioso ma con un tasso di letalità potenzialmente molto più elevato, ha spiegato.

“Nella mia personale lista di obiettivi voglio aggiungere quella di far si che il mondo sia preparato alla prossima pandemia”, ha dichiarato Gates.

“Negli ultimi due anni abbiamo avuto importanti scoperte scientifiche, abbiamo realizzato vaccini sicuri in un modo più veloce che in passato, ma abbiamo anche visto che la disuguaglianza nella distribuzione degli strumenti sanitari, la mancanza di fondi hanno lasciato troppe persone indietro e ad affrontare rischi alla loro salute”, ha dichiarato.

“Abbiamo bisogno di un società più giusta, di accelerare la fornitura globale di vaccini in futuro, realizzare più dosi e distribuirle più equamente.

Abbiamo anche bisogno di più strumenti per contenere rapidamente focolai nel momento in cui si verificano, grazie a test rapidi, prontamente disponibili, e migliori sistemi logistici per arginarli più velocemente”.

L’occasione per l’inquietante monito è stata la sua nuova donazione di ulteriori 300milioni di dollari – fatta dalla sua Bill e Melinda Gates Foundation assieme alla Wellcome Trust – al fondo per i vaccini anti-Covid ai Paese più poveri.

L’inchiesta di Report: Bill Gates, l’OMS e i finanziamenti volontari

Il reportage di Report dal titolo “Disorganizzazione Mondiale” di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella andato in onda nel maggio 2020 (tutti gli approfondimenti e i documenti nel libro La grande inchiesta di Report sulla Pandemia di Valesini e Cataldo), metteva a fuoco il sistema di finanziamento dell’Oms, dalle donazioni volontarie dei singoli stati alla sempre più crescente dipendenza dai privati, primo fra tutti proprio Bill Gates.

“Bill Gates è una sorta di potenza globale non statale e se sui combina l’influenza della sua fondazione e di Gavi, che è praticamente una sua creatura, nell’Oms si ha la chiara percezione che il miliardario di Seattle conti molto di più di quasi tutti gli stati del pianeta” (p. 201) e ancora: “la Fondazione Gates ha finanziato la stampa di mezzo mondo: Bbc, Nbc, Al Jazeera, ProPublica, National Journal, Le Monde” e molte altre (p.202).

“In un contesto in cui le case farmaceutiche esercitano fortissime pressioni sui governi, che garanzie ci sono che il vaccino o le cure anti-covid siano trattati come beni pubblici a disposizione della popolazione mondiale e non blindati sotto i brevetti per realizzare enormi guadagni?” domanda l’indagine di Rai Tre.

Siamo di fronte a una nuova epistemologia o ai vaticini del profitto?

 

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