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La Biblioteca Vaccheria Nardi: la cultura respira tra libri e storia

Roma è piena di luoghi che non ti aspetti. Angoli, strade, piazze, terrazze, giardini, palazzi, cortili possono sorprendere in ogni momento

Biblioteca Vaccheria Nardi di Roma

Biblioteca Vaccheria Nardi di Roma

Roma è piena di luoghi che non ti aspetti. Angoli, strade, piazze, terrazze, giardini, palazzi, cortili possono sorprendere in ogni momento e regalare emozioni che riempiono cuore e spirito. La Biblioteca Vaccheria Nardi è uno di questi.

Tre casali del primo ‘900 immersi nel verde di un parco in mezzo al traffico di Roma Est, precisamente in Via Grotta di Gregna, tra Tiburtina e Collatina che vi proiettano improvvisamente fuori dal mondo e dal tempo. Basta varcare la cancellata al civico 37 perché tutto cambi.

Un lungo viale con una enorme quercia che vi si para davanti come un gigante gentile conduce all’edificio principale dove ha sede la Biblioteca con una meravigliosa sala per eventi, concerti, presentazioni di libri, conferenze, tra libri, un pianoforte e travi in ciliegio sul soffitto che vi avvolgono con un calore che vi fa sentire a casa vostra.

Una storia che ha le sue radici nel 1898

A destra, un edificio dedicato interamente a bambini e ragazzi, a sinistra quello adibito a studio. E’ una storia, quella della Vaccheria Nardi che ha le sue radici nel 1898. Il 28 settembre di quell’anno, i fratelli Nardi di Roma acquistarono il lotto V (circa 38 ettari) della parte espropriata dal Ministero dell’Agricoltura, in esecuzione della legge dell’8 luglio 1883, relativa alla bonifica agraria dell’Agro Romano. Per completare l’acquisto, i Nardi comperarono dalla Provincia di Roma una fascia di terreno corrispondente all’antica via Tiburtina. L’area di proprietà era dunque costituita a nord dalla via Tiburtina, a ovest dalle pertinenze del Forte Tiburtino, a Est dal Fosso di Centocelle e dall’Aniene, a Sud dal lotto IV.

Nel 1900 i Nardi intrapresero, come da patti contrattuali, la bonifica agraria del fondo e l’edificazione della vaccheria. Nel 1903 terminava la costruzione del fabbricato principale, costituito da due corpi a tre piani uniti da uno più basso centrale, utilizzato come stalla. Al pianterreno del corpo meridionale erano ubicati la scuderia per i cavalli, un deposito per le selle, un magazzino per il mangime. Ai piani superiori dei corpi laterali si trovavano i magazzini, il ripostiglio per gli attrezzi, la cucina, le stanze del fattore e del proprietario e quelle per il personale dell’azienda.

Nel 2009 la Biblioteca apre i cancelli al pubblico

La stalla, coperta da un soffitto a capriate in legno di castagno poteva ospitare circa settanta capi di bestiame. Al centro, un largo passaggio lastricato in peperino era solcato da binari che permettevano il movimento di piccoli vagoni per la raccolta del letame e di canali di scolo per le urine. Sui lati si trovavano le mangiatoie in cemento e ferro sovrastate dai serbatoi per abbeverare e pulire gli armenti e le corsie per la distribuzione del foraggio.

Ma facciamo un salto di sette decadi e arriviamo al 1976, anno in cui l’allora V Circoscrizione, oggi IV Municipio, progetta una biblioteca pubblica e centro culturale, progetto che nello stesso anno viene approvato dalla Giunta Regionale. La nuova biblioteca comunale doveva sorgere nel quartiere Tiburtino III in sostituzione della vecchia biblioteca di via Mozart che non era in regola con la nuova normativa sulla sicurezza.

Nel 1996 il Comune di Roma si arrende all’ultima delle varie mobilitazioni dei cittadini e il Casale della Vaccheria Nardi diventa patrimonio del Comune e dopo più di dieci anni di lavori a singhiozzo, lungaggini burocratiche intoppi continui, nel 2009 la Biblioteca apriva i cancelli al pubblico. Dunque, da polo agricolo a biblioteca comunale, un autentico gioiello restituito alla comunità che dà maggior respiro alla coscienza civica.

Specialmente in tempi di sfiducia nell’amministrazione cittadina, come sono questi. Andateci, anche solo per passeggiare nel parco o sedersi sotto la quercia e liberare i pensieri o leggere un libro nella quiete e nel silenzio, circondati da libri di ogni tipo e argomento e gustarne l’odore. È l’odore del sapere, della cultura, è salutare e non fa male. Anzi, fa crescere. Provate per credere.

Articolo a cura di Luca Laurenti