24 Febbraio 2021

Pubblicato il

L’Ugl chiede le dimissioni del segretario indagato

di Redazione

Conferenza stampa sui fatti di ieri. Parlano Conti, Favoccia e Rivabella

“Non siamo giustizialisti e non pensiamo minimamente di sostituirci alla Magistratura, ma chiediamo la massima trasparenza nella spiegazione dei fatti nei quali sembra essere coinvolta la nostra Organizzazione, le dimissioni di tutta la Segreteria Confederale e l’istituzione di un Comitato di Reggenza e Garanzia che porti all’imminente convocazione di un Consiglio Nazionale straordinario” – si legge nella dichiarazione congiunta di Stefano Conti, Giancarlo Favoccia e Ettore Rivabella, rispettivamente Segretari Nazionali di UGL Telecomunicazioni, UGL Igiene Ambientale e Segretario Regionale UGL della Liguria.

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Conti-Favoccia-Rivabella hanno ulteriormente chiarito la posizione del Sindacato durante l’odierna conferenza stampa, indetta in seguito al presunto scandalo che ha travolto il suo Segretario Generale, Giovanni Centrella, indagato per appropriazione indebita. “Riteniamo di dover dare una riposta ai nostri quadri sindacali, che tutti i giorni si battono per i diritti dei lavoratori, perché la giornata di ieri ha dato un’immagine della nostra Organizzazione e delle attività che essa svolge non corrispondente alla realtà – afferma Stefano Conti, secondo cui – in questo momento è necessario salvaguardarne il buon nome dell’UGL ed agire nell’interesse esclusivo dei suoi associati”.

Un momento difficile, non solo per il Sindacato, proprio per questo anche secondo Rivabella “in tempi di crisi morale, economica e sociale non possiamo dare un segnale di irresponsabilità: pur affermando l’innocenza del nostro Segretario non è verosimile che possa esercitate il mandato durante le lunghe tempistiche delle indagini”. “Ribadiamo perciò la richiesta di dimissioni di Centrella e di tutta la Segreteria Confederale come atto dovuto in un momento di esposizione mediatica come quella che stiamo vivendo” – chiude Conti.

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Sul punto, anche Favoccia sottolinea “lo sgomento nell’apprendere la notizia di ieri, uomini e donne della nostra Organizzazione si stanno chiedono cosa stia accadendo, non possiamo fare altro che domandare un passo indietro al Segretario”.

Con la domanda di dimissioni i Sindacalisti hanno voluto mandare un segnale di discontinuità, che si evince anche dalle battute conclusive di Rivabella secondo cui “le organizzazioni che gestiscono milioni di euro e soldi dei lavoratori ed hanno la responsabilità di rappresentanza verso questi ultimi devono esser tenute alla trasparenza, a tale scopo chiediamo l’applicazione dell’art 39 della Costituzione e il riconoscimento giuridico delle organizzazioni sindacali”.

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