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29 Gennaio 2022

Pubblicato il

Juve prima, Atalanta retrocessa, Milan fuori: il bilancio delle italiane di Champions

di Enrico Salvi
L'Inter è seconda, così come Lazio e Napoli in Europa League. La Roma conquista il primo posto nel girone di Conference League
Moise Kean premiato come “Man of the match” nella partita contro il Malmoe in Champions
Moise Kean premiato come “Man of the match” nella partita contro il Malmoe in Champions

Termina la fase a gironi delle tre coppe europee. Per le italiane impegnate in Champions, Europa e Conference League il bottino totale è di 3 qualificazioni agli ottavi, 3 qualificazioni agli spareggi (sedicesimi) di Europa League e Conference League e un’eliminazione. Rimangono quindi 6 italiane in corsa: 2 in Champions, 3 in Europa League e la Roma in Conference. Dalle belle notizie alle delusioni, ecco il quadro completo.

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Juventus prima nel girone, Inter ko e seconda

La Juventus vince di “corto muso” in casa contro il Malmoe, sesta vittoria per 1-0 in questa stagione. Vecchia Signora bella nel primo tempo, nella versione che in questo girone europeo è stata la predominante: a segno dopo 18 minuti, Kean poteva fare più gol e mettere in cassaforte il risultato. Meno bene nel secondo tempo quando viene fuori più il vestito di campionato, quello che fa fatica sotto porta, per un match rimasto sempre in bilico. Da segnalare l’esordio di due 2002 e un 2003 (De Winter dall’inizio dal primo minuto, Da Graca e Miretti sul finale) ma a fine partita arriva la notizia più bella dalla Russia: al 94’ il missile di Ozdoev regala il pareggio allo Zenit contro il Chelsea e di conseguenza il primo posto nel girone ai bianconeri. Allegri non festeggia, (“Non vinciamo a Venezia così” le sue parole a segnalare una prestazione non esaltante) ma intanto l’obiettivo massimo è stato raggiunto nonostante il 4-0 di Stamford Bridge. Lunedì a Nyon le insidie non mancheranno ma sono numericamente inferiori.

La missione primo posto per l’Inter era se possibile più complicata. Al Bernabeu i nerazzurri tengono il campo ed hanno potenziali occasioni ma la qualità dei singoli dei blancos fa la differenza. Kroos porta in vantaggio i suoi con un tiro da fuori dritto all’angolino, mentre nel secondo tempo è un’ingenuità di Barella a chiudere virtualmente la partita: l’azzurro si fa espellere nel reagire alla spallata di Militao e si pregiudica l’opportunità di giocare gli ottavi di finale. Il 25 gennaio il giudice sportivo deciderà per una o due giornate di squalifica. Il Real chiude la partita a 11 dal 90′ con un arcobaleno di Asensio dal limite: per Inzaghi è la terza sconfitta stagionale, la seconda contro Ancelotti, ma può guardare al sorteggio con ottimismo. L’Inter dovrà evitare le big, ma anche le avversarie vorranno evitarla.

Atalanta e Milan out: rimpianti per i bergamaschi, rossoneri fuori da tutto

A proposito di impresa mancata, l’altra faccia di Milano è fuori dall’Europa ma a testa alta. In un girone alla vigilia difficilissimo e dopo le prime tre partite chiuse a zero punti, per la squadra di Pioli è stato già un successo giocarsela fino all’ultimo minuto. Troppo forte il Liverpool, rimaneggiato ma non rinunciatario. Il Milan prova a fare la partita e sblocca il match è un calcio piazzato, un corner tagliato che mette in difficoltà Allison per la zampata di Tomori, al primo gol in Champions. La qualificazione virtuale dei rossoneri agli ottavi dura sette minuti, quando il Liverpool pareggia sempre con un tap in dopo respinta. Stavolta è Maignan, che non allontana il pallone per il gol di Salah, il settimo di questa fase a gironi. Al minuto 54 la situazione precipita: mentre l’Atletico Madrid va in vantaggio ad Oporto i Reds raddoppiano con il tocco in area di Origi, ma con la complicità di Kalulu che perde un pallone sanguinoso al limite della propria area. La reazione arriva ma è inefficace: Milan quarto nel girone ed eliminato, con il conforto di una bella prestazione e l’opportunità di concentrarsi solo sul campionato.

L’Atalanta, nello spareggio con il Villarreal, manca la terza qualificazione consecutiva alla fase ad eliminazione diretta. Partita iniziata subito malissimo: dopo 150 secondi l’incomprensione tra Demiral e De Roon lancia Danjuma che a campo aperto infila Musso in uscita sotto le gambe. Capoue raddoppia prima dell’intervallo con un sinistro potentissimo da centro area, e nella ripresa la musica non cambia, con la doppietta di Danjuma. Dopo un’ora di brutta Atalanta e cinico Villarreal, la Dea reagisce e prova a riaprire il discorso qualificazione. Tra il 70’ e l’80’ il mancino proverbiale Malinovsky e il tocco felpato a scavalcare di Zapata rinvigoriscono il Gewiss Stadium, ma le speranze bergamasche si spengono al minuto 86. In pochi attimi il palo interno di Muriel con il tocco sotto porta a lato di Toloi mettono fine ad un’avventura in Champions piena di rammarico per Gasperini, che nelle cinque sfide precedenti è sempre passato in vantaggio: fatali le rimonte subite dallo United all’ultimo secondo e dallo Young Boys. La retrocessione in Europa League può rappresentare una grande opportunità, ma nell’ottica del campionato saranno pesanti i playoff a fine febbraio.

Champions League: le qualificate agli ottavi

1° Fascia2° Fascia
Manchester CityParis Saint Germain
LiverpoolAtletico Madrid
AjaxSporting Lisbona
Real MadridINTER
Bayern MonacoBenfica
Manchester UnitedVillarreal
LillaSalisburgo
JUVENTUSChelsea

Lazio e Napoli seconde nei gironi di Europa League

Il Napoli risolve il girone più equilibrato dell’anno con la sofferta vittoria al Maradona contro il Leicester. Gli azzurri si presentano con 6 titolari indisponibili contro un Leicester senza 7 positivi al Covid. Napoli avanti di due gol nati da due grandi disattenzioni avversarie: in 25 minuti il doppio vantaggio viene concretizzato da Ounas ed Elmas. Il Leicester reagisce subito e in 8 minuti impattano sul 2-2 con Evans e il tiro da fuori di Duwsbury-Hall dopo un calcio piazzato respinto. Ad inizio ripresa è ancora Elmas a centro area a portare avanti il Napoli: quarto gol in Europa League per il macedone. Gol decisivo per Spalletti che per poco non ottiene il primo posto: nell’altra sfida del girone un rigore parato all’ultimo secondo decretano i play-off. In attesa di recuperare al più presto Koulibaly, Insigne e Anguissa, l’obiettivo minimo è stato raggiunto.

La Lazio, così come l’Inter, con la qualificazione già in tasca prova ad ottenere il primo posto nel girone ma non riesca a superare il muro del Galatasaray. Nell’ultima sfida del girone E i turchi mantengono l’imbattibilità e costringono la squadra di Sarri ai play-off contro una delle terze che scenderanno dalla Champions. A fine primo tempo i turchi vanno vicinissimi al gol (palo di Van Aanholt), mentre nella ripresa è la Lazio che ha due occasioni con Immobile (tiro parato da Muslera) e Luis Alberto (tiro strozzato). Poche emozioni e zero gol, Lazio ai sedicesimi ma che ha raddrizzato un girone partito non benissimo.

In Conference la Roma conquista il primo posto

In Conference League la Roma, similmente alla Juventus, vince di misura e in maniera quasi insperata conquista anche il primo posto nel girone. Mourinho si presenta a Sofia con il CSKA con diversi assenti lasciati a Roma come Rui Patricio, Mkhitaryan e Smalling, ma inizia con il piglio giusto e va avanti con Abraham: tocco a porta vuota dopo regia di Mayoral e assist di Karsdorp. Lo spagnolo si mette in proprio con un tocco di fino alla per il suo primo gol stagionale, poi si mangia il 3-0 dopo un’azione personale. Ad inizio ripresa è Abraham a siglare la doppietta personale, per il sesto gol in 6 partite di Conference. Nel finale arrivano le brutte notizie: i due gol al passivo e l’infortunio muscolare di Zaniolo ma la buona nuova arriva dall’Ucraina con lo Zorya che blocca sull’1-1 il Bodo Glimt. Giallorossi primi nel girone che così eviteranno gli spareggi/sedicesimi.

 
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