Jobs Act, in piazza a Roma Unione Universitari e Studenti Medi

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Stamattina davanti a Palazzo Chigi l'Unione degli Universitari e la Rete studenti medi hanno inscenato una protesta contro il Jobs Act, il provvedimento voluto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che è stato approvato fra le polemiche la scorsa notte al Senato con 165 voti favorevoli, 111 contrari e due astenuti.

La fiducia al Governo su questo provvedimento è stata chiesta alle Camere in contemporanea con il vertice europeo sull'occupazione svoltosi ieri a Milano, e ha riscosso, per l'appunto, l'approvazione dei Capi di Stato europei, a cominciare dalla Cancelliera Merkel, passando per il presidente della Commissione Europea Barroso, per finire con Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio UE.

Ma le polemiche sul decreto non si placano e dall'aula del Senato, dove ieri il presidente Grasso è stato oggetto di provocatorie elemosine di 50 centesimi da parte dei senatori grillini e di un lancio di fogli e libri, tra cui un regolamento del Senato, la protesta si sposta in piazza. Sono proprio gli studenti i primi a protestare dopo l'approvazione di ieri con uno striscione: 'Jobs Act non me lo posso permettere'.

Secondo Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi, il Jobs Act è «una riforma che invece di sostenere i giovani nel loro percorso lavorativo non fa altro che precarizzare ulteriormente il lavoro». «Il Governo Renzi ha promesso una riforma che garantisse diritti a chi oggi non ne ha – ha dichiarato all'AdnKronos Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari – ma in realtà il contenuto del Jobs Act, dai voucher alla mancanza di ammortizzatori universali, aumenterà la precarietà senza garantire nessuna tutela a chi entrerà nel mercato del lavoro. Una riforma portata avanti a colpi di fiducia e deleghe, senza ascoltare i giovani e rifiutando il confronto».

La Rete degli Studenti Medi annuncia infine una mobilitazione a partire da domani, per «dare risposte vere ad una generazione che vive l'incubo della precarietà e dell'assenza di futuro. Una generazione che si mobiliterà a partire dal 10 Ottobre per dire che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e cambiamento».