Il racconto di Daisy Osakue, l’atleta di colore vittima di aggressione

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"A me non piace usare la carta del razzismo, ma credo che questa volta è cosi'. Semplicemente perché quella zona tutti la conoscono perché ci sono prostitute di colore. Peccato che io non sono una prostituta. Perché se fosse stata una prostituta non avrebbe neppure denunciato. Invece io voglio che tutti sappiano e che questi ragazzi vengano presi". Lo dice Daisy Osakue, l'atleta ferita a Moncalieri da un'aggressione a sfondo razzista.

Daisy racconta l'aggressione subita ieri notte, mentre rincasava "a piedi dall'ospedale" di Moncalieri dove era andata a trovare la madrina. "Mentre ero dietro casa stavo attraversando la strada e ho visto un'auto che veniva a tutta velocità verso di me. Era un'auto scura, una Multipla. Pensavo che i due a bordo fossero brilli. In ogni caso attraverso e mentre ero in linea con la macchina ho sentito un forte colpo all'occhio sinistro.

Mi sono accasciata e ho sentito del liquido. Mi sono spaventata, ho pensato fosse acido. Poi ho visto i gusci dell'uovo e tranquillizzata". I frammenti del guscio le hanno ferito la cornea. Osakue spiega che gli aggressori "erano in due e l'hanno fatto apposta, perché ho visto il ragazzo con il braccio in alto. Non hanno detto niente. Credo sia stato un atto di pura codardia, erano a tutta velocità. Non si sono neppure fatti vedere" (Rai/ Dire) (La foto di Daisy Osakue pubblicata dall'attivista per i diritti Lgbt Luca Paladini su Facebook).