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Il cugino di Ciro Esposito strappò la pistola a De Santis

E’ quanto sostiene il perito balistico. Occorre stabilire se l’episodio è avvenuto prima dell’aggressione a De Santis

Spuntano altri importanti elementi sugli scontri che hanno portato alla morte di Ciro Esposito. Alfonso Esposito, il cugino del tifoso napoletano scomparso, avrebbe cercato di disarmare Daniele De Santis. E' quanto ha sostenuto il perito balistico dei Ris nel corso dell'udienza tenutasi in sede di incidente probatorio. In particolare, il cugino di Ciro, nel tentativo di strappare il revolver dalle mani di De Santis, avrebbe causato l'inceppamento di un proiettile, trovato inesploso a terra.

In ogni caso, sarà fondamentale stabilire se questo episodio sia avvenuto prima dell'aggressione dei tifosi napoletani ai danni di De Santis. Al momento pare che la Procura di Roma ipotizzi che Alfonso Esposito abbia compiuto il gesto dopo che "Gastone" aveva fatto esplodere i quattro colpi che avevano colpito Ciro Esposito, Gennaro Fioretti e Alfonso stesso. Un altro momento fondamentale di questa vicenda sarà il 9 ottobre, giorno nel quale De Santis sarà interrogato all'ospedale di Belcolle a Viterbo, dove si trova ricoverato. Anche sulle sue condizioni di salute la situazione non è chiara: il medico del policlinico Gemelli avrebbe detto agli inquirenti che De Santis non presenta nessun segno di accoltellamento, mentre i suoi legali hanno più volte parlato di vari tagli nelle vicinanze dei glutei. Al di là di questo, sarà interessante capire cosa dirà De Santis, dal momento che nel primo interrogatorio aveva dichiarato ai pm di non ricordare nulla. 

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