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21 Settembre 2020

Pubblicato il

Ieri chiusura trionfale per il Puff di Fiorini

di Redazione

Ieri l'ultima replica della stagione per il Puff di Lando Fiorini che ha chiuso con il pienone

Lando Fiorini, amatissimo interprete della canzone e del teatro popolare romano racconta un pò di sé al termine di una stagione straordinaria per il suo Puff che quest'anno ha festeggiato i 45 anni di attività:

"Avevo finito da poco di girare il mondo con la commedia musicale "Rugantino", nella quale interpretavo la parte del cantastorie e di un popolano romano. Tornato in Italia, non tardai a rendermi conto che nessuno si ricordava più di quel ragazzo che aveva cantato le stupende canzoni di Trovajoli-Garinei-Giovannini al Sistina di Roma e in tutti gli altri importanti teatri d'Italia, sempre accolto con favore e simpatia. Insomma, nessuno mi chiamava per lavorare e a casa, essendo nato il mio primo figlio Francesco, c'era bisogno di lavorare più di prima.

Finché una sera mi telefona Luciano Cirri (che ricordo sempre con tanto affetto) per pregarmi di correre al "Bagaglino" di Via della Campanella: si era ammalata Gabriella Ferri e avevano pensato a me per sostituirla nella parte canora dello spettacolo finché non fosse guarita. Esitai parecchio: primo perchè non avevo mai fatto cabaret, secondo perchè la Ferri era ormai una vera e propria istituzione in quel locale e riuscire a sostituirla degnamente rappresentava un grosso rischio. Alla fine, grazie alle insistenze di Cirri e dei suoi "soci" Castellacci e Pingitore mi buttai: un po' per curiosità, molto per necessità.

Rimasi subito affascinato dal fatto che si cantava e si recitava a mezzo metro dal pubblico: un'esperienza piacevole ed emozionante. Passati i momenti d'impaccio e buttata via la cravatta (sì, perchè per l'occasione avevo indossato il vestitino della Domenica), presi coraggio e credo di essermela cavata abbastanza bene. Tant'è vero che anziché pochi giorni ci stetti due settimane. Ormai era scoccata dentro di me la scintilla del cabaret.

Era il 1967. Dopo aver fatto uno spettacolo al Teatro Centrale nel quale conobbi Enrico Montesano e altri attori e musicisti, mi si presentò l'occasione della cantina di Via dei Salumi: un autentico "macello", con acqua che gocciolava dappertutto… Ma il coraggio non mi mancava. E dovetti averne parecchio quando si trattò di decidere la futura destinazione del locale con il mio numerosissimo parentado. La maggior parte propendeva per una "pizzeria", ma io tenni duro: cabaret.

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Chiesi a mio fratello Fernando, che ha sempre fatto lavori di impianti edili, se voleva mettersi in società con me: avrebbe curato i lavori e successivamente sarebbe stato il direttore del locale. Fernando, che è un altro coraggioso, disse subito di sì. Avrebbe voluto entrare come socio anche il mio amico chitarrista Sandro Peres, ma allorché espresse l'idea di fare la pedana a forma di chitarra capii che era meglio che rimanesse come musicista piuttosto che come socio.

Ci mettemmo quindi all'opera. Rubammo qualche consiglio e qualche disegno all'architetto-amico Barbaliscia (senza dargli una lira), ci rivolgemmo al noto costruttore romano Amerigo Mezzaroma che fece una serie di lavori con pagamenti differiti in un paio d'anni, ma soprattutto ci mettemmo a lavorare noi stessi con piccone e pala; e una mano ce la dette pure Enrico Montesano, che armato di "male e peggio" ci aiutava a togliere l'intonaco dai muri.

Montesano, che a quell'epoca faceva prevalentemente le imitazioni, lo scelsi in pieno accordo con Leone Mancini, altro caro amico che molto ha lavorato per il "Puff" senza guadagnare niente. (Qualcuno dirà: ma al "Puff" non ci guadagnava nessuno? Beh, gli inizi furono duri e si lavorava in perdita). A Montesano affiancammo Solveyg D'Assunta, attrice eccezionale dalla quale c'era soltanto da imparare; e naturalmente c'ero io, che però a quel tempo ero soprattutto un cantante e non ero bravino come adesso a fare il cantattore.

Il problema di dare un nome al locale lo affrontammo insieme agli amici Gianni Minà e Pierangelo Piegari, allora valido giornalista del "Corriere dello Sport". Piegari insieme ad un suo amico, Palmieri, propose "Puff" e " Puff" fu.

Così nacque il mio cabaret. A voler fare una storia dettagliata degli anni intercorsi dal 1967 ad oggi, degli spettacoli messi in scena, degli autori e degli attori avvicendatisi, prima in Via dei Salumi poi in Via Giggi Zanazzo, ci sarebbe da riempire non uno ma almeno tre libri. Oltre agli amici citati, molti altri hanno contribuito al successo del "Puff", diventato ormai un appuntamento immancabile per i romani e anche per quelli che di Roma non sono. Da ognuno di questi amici e colleghi ho imparato qualcosa e gliene sono personalmente grato.

Dalla pedana del "Puff" hanno spiccato il volo attori che oggi vanno per la maggiore, e di questo sono molto orgoglioso".

Questa è la rievocazione che Lando Fiorini fa della nascita del suo locale posto nel cuore di Trastevere e che costituisce uno dei più famosi Cabarets italiani.

E oggi nell'ultimo giorno della stagione che festeggia i 45 anni di attività del Puff, esempio singolare di longevità e presenza costante a favore della cultura popolare romana, ci sentiamo tutti di rendere omaggio a questo artista grande e umile, popolare nello spettacolo, galantuomo nella vita.

Ieri, domenica 2 giugno, ultima replica di "45 volte Puff. Ieri, oggi e… Romani!"

di Delle Donne e Borrelli
con Camillo Toscano, Laura Di Mauro, Simona D'Angelo
musiche di Vincenzo Romano
coreografie di Gabriella Panenti
costumi di Graziella Pera
trucco e parrucche di Giancarlo Turri
collaborazione testi di Camillo Toscano
regia di Lando Fiorini

 
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