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27 Novembre 2021

Pubblicato il

Il mostro del vuoto

Halloween, pochi dolcetti e molto alcol: i giovani zombie che ci preoccupano

di Massimo Benedetti
Pronto soccorsi sempre più affollati di minorenni in coma etilico e con malori legati a droghe
brindisi con super alcolici bambini

La notte del dolcetto o scherzetto si è ormai trasformata in qualcos’altro. La tipicità di girare di casa in casa travestiti scherzosamente da mostri, fate e folletti è ormai lontana anni luce dalla nuova realtà, che spaventa davvero.

Le zucche sono sempre più vuote tanto che non ci si ritrova più con cesti pieni di caramelle, leccornie e dolcetti, perché a riempirsi sono i pronto soccorsi intasati da giovani minorenni con elevato tasso alcolico o sotto l’effetto di droghe.

Questo è ciò che ci restituisce la notte di Halloween, quando le strade si sono affollate di giovani barcollanti sui marciapiedi come “veri zombie”, non più a recitare una parte goliardica prettamente riferibile alla ricorrenza, quanto a smaltire i litri di alcol della serata.

Purtroppo, il via vai di ambulanze in molte occasioni si è accompagnato a quello delle sirene delle volanti della polizia intervenute in un gran numero di risse.

Alcol tra i più giovani: gli interventi a Roma

Almeno 7 sono stati i ragazzi che, nella piazza principale di Trastevere (Piazza Trilussa), sono finiti in coma etilico. Ma a far notizia è una dodicenne trovata a tarda notte in pieno stato confusionale a vagabondare da sola. Dodici anni, ubriaca e sola. Altro che mostri fantastici, la realtà è più spaventosa della fantasia. All’alba si contano circa 25 persone colte da malori legati all’abuso di alcol o con ferite, tra questi ultimi una donna di 49 anni che è stata ricoverata in ospedale con il volto completamente tumefatto e in stato incosciente, forse vittima di una violenta aggressione.

Vicende simili si sono verificate anche nel tipico quartiere Coppedè, dove le forze dell’ordine sono state mobilitate per via di ragazzini ubriachi che si buttavano sui cofani delle auto parcheggiate dopo aver partecipato ad un party in un locale nella zona. Questo è solo un piccolo esempio di quello che è successo nella notte delle streghe, festa che invece di regalare divertimento per i più giovani ha visto comportamenti estremi, comportamenti che negli ultimi anni trovano una sempre più crescente corrispondenza  fra gli adolescenti. Ma cosa sta succedendo ai nostri giovani?

Si ha l’impressione che il divertimento sia una cosa troppo banale e che l’unica vera soddisfazione si possa trarre dal superare i limiti, infrangere le regole,  fino ad oltrepassare ogni soglia ed essere disposti persino a perdere la propria dignità. Si è pronti a tutto pur di poter raccontare il vissuto fuori dalle righe di una nottata brava. Inebriarsi con alcol e droghe e poi scivolare nel cuore della notte, liberi di quella noia che la quotidianità forse gli concede fra social e videogiochi, serie TV e storie su Instagram.

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Anticipare l’età adulta, ma con l’incoscienza

Ma i nostri giovani hanno tutto, possibile si annoino? Possibile che la ricerca del divertimento avvenga solo  sperimentando l’estremo? È nel giovane stesso la risposta a questo interrogativo. Nella  fase della vita che va dai 12-18 anni dove è tipica l’esigenza di unicità e soprattutto visibilità, un desiderio o meglio un bisogno che porta alla messa in atto di comportamenti sbagliati e molto spesso rischiosi, tutti finalizzati ad anticipare “l’adultità”.

Sono proprio questi comportamenti “incoscienti” che permettono al giovane di affermare la propria identità, il proprio essere, specie nel gruppo. Riconoscersi nel grande contenitore del loro mondo, oggi molto più ampio e sconfinato dei social, diviene arduo senza un proprio riscontro sensazionalistico. E quale miglior occasione, se non una festa dell’horror, può offrire la possibilità di vincere le proprie frustrazioni!


Infondo Halloween è il modo per esorcizzare le nostre paure. Ma quelle dei giovani forse non hanno più la faccia da streghe e le sembianze dei zombi, perché oggi a spaventarli è il loro vuoto.

In collaborazione con la Dott.ssa Jessica Carianni

 
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