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09 Luglio 2020

Pubblicato il

Grillo a Roma: “E’ in atto un colpo di stato”

di Redazione

Rodotà: "Ogni scelta va discussa, ma bisogna agire nella legalità"

Montecitorio attende l’arrivo di Beppe Grillo previsto per le 19.30.
Una ‘marcia su Roma’ organizzata in quattro e quattr’otto.
Le forze politiche convergono su Napolitano e Grillo grida al colpo di stato.

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L’annuncio è stato dato da Mandarà su Twitter: “Beppe Grillo è diretto a Roma, vi aspettiamo in piazza Montecitorio per riprenderci il maltolto! H 19.30 #RodotàPresidente”.

Una corsa affannata dal Friuli a Roma, quella di Beppe grillo che ha deciso di raggiungere i cittadini che da questa mattina manifestano, davanti alla Camera, per dimostrare la loro solidarietà a Stefano Rodotà.

“Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese”, ha commentato Grillo sul suo blog.

 
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