02 Marzo 2021

Pubblicato il

Giorno della Befana senza la Befana, piazza Navona e altre storie

di Redazione

Mestamente piazza Navona, simbolo della festa laica per eccellenza, è rimasta spoglia delle sue luci e la Befana non sarà bruciata

Grazie al mio lavoro di giramondo, mi sono accorto negli anni di quanto Roma sia ancora una città straordinariamente ambita e amata. Contrariamente a quanto si possa pensare, questo amore per la capitale non è soltanto di provenienza straniera ma Roma è e resta il desiderio di tanti italiani che vivono in altre città ma che sognano di passare qualche giorno nella "Caput mundi" per salutare il Papa e magari buttare un soldino nella Fontana di Trevi, come recitava una vecchia canzone di Renato Rascel. Riflettevo in questi giorni su come poter capitalizzare tutto questo amore in energia positiva che contribuisca a rilanciare la capitale e consenta a questa città di tornare sul podio che merita. Per farlo, credo che si debba partire da un'operazione verità che chiami tutte le parti in causa per fare un opera sana di responsabilizzazione. Cari amici cittadini di Roma, ci dobbiamo dire la verità, sempre. Dobbiamo capire che per rispettare la città in cui viviamo e che amiamo, non possiamo più delegare altri soggetti che oltre a non rappresentarci, hanno contribuito a creare questo ventennio di sfacelo .

La sinistra e la destra hanno colpe diverse ma comunque gravissime e così Roma si è trasformata nel tempo in una simbolica cagna in mezzo ai maiali. Mi chiedo perché Walter Veltroni, tra un libro e una cena vip, non abbia ancora pronunciato una parola su Odevaine, implicato in Mafia Capitale e stretto collaboratore durante la sua amministrazione. Il comune di Roma in questi anni ha accumulato debiti allucinanti, proseguiti poi con la Giunta Alemanno che, senza farsi mancare nulla, ha ingrossato le municipalizzate con assunzioni ad hoc per parenti, amici e nostalgici, a cui non si poteva dire no. Oggi ci accorgiamo di tutto questo ma ipocritamente sappiamo tutti come hanno funzionato le cose, come si pilotavano i bandi promossi dall'amministrazione capitolina e la stretta ed esclusiva cerchia di tecnici e burocrati pronti a favorire o ad ostacolare i concorrenti, in base a dictat venuti dall' alto. Buzzi e Carminati, Odevaine, Tredicine, sono sì gli attori ultimi di questa orgia tra delinquenza e organizzazioni malavitose , sono senz' altro la rappresentanza principale di questi "matrimoni" scellerati ma stiamo tralasciando quello che c'è sotto alla punta dell' iceberg. Il tempo scorre e spesso i romani non hanno buona memoria. Se poi a perderla questa memoria sono personaggi di spicco della romanità e giornalisti che scrivono notizie superficiali allora la preoccupazione aumenta in maniera esponenziale. Prendiamo il caso delle bancarelle di piazza Navona.

In questi giorni sento parlare  di questo "scandalo" ordito ai danni dei romani da parte dell' amministrazione la quale avrebbe, secondo la vulgata generale, impedito che la piazza venisse addobbata per la consueta Festa della Befana. Se non erro questo è il secondo anno che piazza Navona è priva di bancarelle che per anni sono state in mano ad una famiglia che, guarda caso, ha uno dei propri componenti sotto indagine per "Mafia Capitale" (una vergogna colossale che ormai tutti conoscono). Succede qualche mese fa che questa famiglia decida di ripresentare domanda per le bancarelle partecipando regolarmente ai bandi e succede che qla domanda venga accolta .Ci saremo trovati in una situazione paradossale ed imbarazzante per il comune di Roma , parte lesa nella spartizione del malaffare capitolino ma nuovamente alleato e compiacente nei confronti di chi direttamente o indirettamente è coinvolto nel maxi scandalo. Il commissario chiaramente non concede il via libera ai bandi e piazza Navona resta vuota .

Nessuno in questa vicenda si è chiesto per esempio chi ha fatto passare i bandi di questa famiglia. Nessuno si è domandato se fosse il caso di verificare nel merito le domande scartate a vantaggio di quelle promosse. Ricordiamoci che, nel nostro sud Italia, alcune delle feste più importanti, sono organizzate dalla mafia e dalla camorra, le quali elargiscono somme ingenti per ottenere consenso e gratitudine. Non si può neanche escludere che questa sia stata una mossa voluta da questa famiglia per arrivare proprio a questo. Della serie: "O noi o nessun altro"! Mestamente piazza Navona, simbolo della festa laica per eccellenza, è rimasta spoglia delle sue luci e la Befana sarà bruciata magari il prossimo anno… Già, il prossimo anno… Forse staremo ancora qui a rinfrescarci la memoria al posto di altri che, benché pagati per farlo, sembra perdano i ricordi troppo velocemente.

 
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