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29 Settembre 2020

Pubblicato il

Gioele, il carabiniere che ha trovato i resti: “Sono padre e nonno, ho pianto”

di Gaia Messina

Una scena macabra: i resti del corpo sono stati trovati da una parte, i vestiti da un’altra e la testa da un’altra parte ancora

Gioele
Gioele Mondello

È la mattina del 19 Agosto: Giuseppe Di Bello, un ex carabiniere di Capo D’Orlando fa un macabro ritrovamento, resti umani appartenenti a un bambino tra i 3 e i 4 anni. Gli inquirenti sono quasi certi che si tratti del piccolo Gioele. “È stato un dono di Dio. L’ho trovato dove gli altri non l’hanno cercato”, afferma il carabiniere in congedo. Di certo si è trovato davanti una scena raccapricciante: “Sono padre e nonno. […] Ho stretto la mano a Daniele Mondello. È scoppiato a piangere e non ho potuto non fare lo stesso.”

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Al 99% sono i resti di Gioele secondo gli inquirenti

Di Bello conferma le difficoltà riscontrate nelle ricerche del piccolo, ricerche portate avanti per 15 giorni da uomini esperti ma senza esiti positivi. L’uomo, armato di falcetto, è riuscito in poche ore dove cani molecolari, droni e uomini armati di alta tecnologia avevano fallito. L’ex carabiniere sostiene che il luogo riversasse in condizioni impervie e le uniche tracce riscontrate erano quelle degli animali selvatici, segno che probabilmente in quell’area non fosse passato nessuno.

Di Bello aveva risposto all’appello che Daniele Mondello, padre di Gioele, aveva lanciato su Facebook e si era recato insieme a un amico nelle campagne di Caronia, luogo delle ricerche. Il corpicino è stato dilaniato dagli animali selvatici “forse cani e volpi” afferma il carabiniere. Il luogo, infatti, è scarsamente abitato ma sono moltissime le specie animali presenti, tra cui i famosi maiali neri dei Nebrodi.

Sul posto subito presente il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, e il medico legale. Il papà Daniele Mondello, dovrà essere chiamato per un riconoscimento che appare difficile, visto le condizioni dei resti del corpicino.

Lo strazio di Daniele Mondello davanti alla bara che forse contiene i resti di Gioele

È pomeriggio quando la bara con dentro i resti di un bambino, presumibilmente Gioele, viene portata via dal luogo del ritrovamento. È una scena straziante: Daniele Mondello piange abbracciando la bara e dando dei piccoli colpi con la mano su di essa.

Chi ha assistito al ritrovamento del cadavere racconta di una scena molto macabra: i resti del corpo sono stati trovati da una parte, i vestiti da un’altra e la testa da un’altra parte ancora. Bisogna chiarire il punto esatto in cui sia morto il bambino. Gli inquirenti non escludono che possa essere morto insieme alla madre Viviana Parisi e che poi sia stato trascinato via dagli animali.

Piste sulle dinamiche della vicenda

Rimane il mistero di cosa sia davvero successo quel 3 Agosto. L’ipotesi al momento più accreditata è quella di omicidio-suicidio ma il procuratore di Patti ancora non si sbilancia.

La bara del piccolo è stata trasportata all’istituto di medicina legale e si attende che venga effettuata l’autopsia sui resti.

Entro 90 giorni, poi, si avranno maggiori informazioni dall’autopsia della dj torinese e si spera di poter far luce su questo terribile giallo che ha tenuto l’Italia intera con il fiato sospeso.

 
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