Finale Coppa Italia, una grande prova di sportività e civiltà

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Ieri sera si è disputata, allo Stadio Olimpico di Roma, la finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio, terminata dopo 120 minuti di gioco, con il 2 a 1, a favore dei Campioni d’Italia che si sono così aggiudicati il trofeo.

In questa sede non ci si vuole occupare dell’aspetto puramente calcistico:  il web è pieno di commenti tecnico-tattici sul match, scritti da persone che hanno indubbiamente più preparazione e competenza di quanta ne abbia chi scrive. Questo articolo vuole, piuttosto, sottolineare quanto la finale di ieri  sia stata una grande prova di sportività e di civiltà dimostrata da entrambe le tifoserie: nello sport, come nella vita, bisogna saper vincere con stile e bisogna saper accettare degnamente la sconfitta,  e quello che è successo ieri all’Olimpico è l’esempio perfetto di quanto dovrebbe accadere in ogni competizione.

I tifosi hanno regalato attimi meravigliosi già poco prima del fischio d’inizio, quando hanno dato vita alle loro coreografie, colorando a mestiere lo stadio. In curva sud si è potuto ammirare il tricolore formato da bandierine, a celebrare il campionato appena vinto dagli juventini; sulla sponda opposta è stata esibita la spettacolare coreografia di una Nord che non tradisce mai, composta da cartoncini con impresse l’Aquila che dagli anni ’80 ad oggi accompagna i tifosi capitolini e la scritta PER SEMPRE LAZIO, che hanno fatto da contorno ad un grandioso telone raffigurante l’artiglio dell’aquila che agguanta la Coppa Italia su cui si riflette il Colosseo.

E se durante la partita si è solo e soltanto pensato ad incitare i propri beniamini cantando, urlando e sgolandosi così da essere davvero il “dodicesimo uomo in campo”, a giochi fatti, quando dopo tempi regolamentari e supplementari si è deciso il destino della finale, mentre i supporters della Juventus festeggiavano i loro 11 eroi per aver conquistato il secondo trofeo della stagione, felici di andare a Berlino a giocarsi la Champions League, i sostenitori Laziali si sono stretti intorno ai loro ragazzi, sconfitti con onore dai Campioni d’Italia, e protagonisti di una prestazione da “leoni”, che li ha visti battersi fino alla fine per la conquista del trofeo. La compagine biancoceleste è stata chiamata a gran voce dagli spalti, e i giocatori sono prima andati sotto la Curva Nord, per poi passare ad applaudire i tifosi di Distinti e Tribuna Tevere, per ringraziarli del sostegno che non viene fatto mai mancare. 

Grandissima dimostrazione di stile è stata data, infine, al momento della premiazione: i Biancocelesti sono rimasti per tutta la durata della cerimonia incollati ai loro seggiolini, a ricordare agli undici in campo che non saranno mai soli, mentre i Bianconeri, in piedi, hanno lungamente applaudito gli avversari che ritiravano la loro medaglia, prima di vedere i Campioni d’Italia alzare al cielo la decima Coppa Italia della loro storia.

Non è facile vincere con stile e non lo è nemmeno accettare degnamente la sconfitta, non è facile fare nessuna delle due cose, ma la finale di ieri ha dimostrato che tutto ciò non è nemmeno impossibile.