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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Festival Sanremo: Ricchi e Poveri, le Reunion non deludono mai ma Benigni annoia

di Marco Vittiglio

Roberto Benigni, dopo un sermone lunghissimo e anestetizzante, alla fine non riesce a far percepire ciò che avrebbe voluto trasmettere ai telespettatori

In questa edizione del Festival di Sanremo abbiamo assistito alla reunion de I Ricchi e Poveri, gruppo fantastico e fonte di ispirazione per gli immensi Abba. Anche questa volta il ricongiungimento dei 4 artisti ha fatto centro, rendendo felici i telespettatori che dopo circa 40 anni hanno finalmente potuto rivedere insieme i due biondi e i due mori: i Ricchi e Poveri al completo nella formazione originale. Il gruppo canoro che più di tutti rappresenta la canzone italiana nel mondo non ha deluso le aspettative della vigilia , così come in precedenza non hanno deluso le reunion dei Pooh, come pure il ritorno di Albano e Romina. Stessa cosa non possiamo dire di Roberto Benigni che dopo un sermone lunghissimo e anestetizzante, alla fine non riesce a far percepire ciò che avrebbe voluto trasmettere ai telespettatori. Troppo veloce, arzigogolato e poco comprensibile il suo linguaggio.

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Marco Vittiglio, giornalista e critico televisivo

A cosa e a chi potrebbe giovare il suo linguaggio troppo complesso in un programma nazional popolare? Per quel che riguarda la formula di questa 70esima edizione del Festival, possiamo tranquillamente affermare che ancora una volta tra ospiti, super ospiti, donne del festival, i brani in gara che dovrebbero rappresentare il piatto forte ci sembra vengano involontariamente sminuiti e relegati a ruolo di contorno, a causa delle troppe pause e interruzioni, arrivando peraltro a far esibire gli artisti in orari improbabili, e ogni serata termina inevitabilmente il giorno successivo. Parallelamente al Festival, il GF Vip prosegue inesorabilmente il proprio percorso con un Antonio Zequila sempre più sugli scudi, Pupo e Wanda Nara perfettamente integrati nel ruolo a loro assegnato ma con un Alfonso Signorini spesso fuori tempo, poco coordinati negli interventi e troppo autoritario e avvezzo nel pronunciare troppe volte nel corso del programma la Parola voglio …. a nostro parere sarebbe preferibile pronunciare la parola vorrei.
 

 

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