Fabrizio Abbate autore del libro giallo “Astrolìa e il mistero delle tre cattedrali”

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Chiediamo a Fabrizio Abbate, autore di “Astrolìa e il mistero delle tre cattedrali”, il motivo per il quale il suo viene presentato come un libro rivoluzionario.

E’ un giallo certamente, ma inusuale e sconcertante, in qualche modo un genere nuovo , che somma due aspetti. Un intrigo internazionale ma anche una lotta per le liberta e i diritti, ecco perché lo definisco favola-rivoluzione.

Come si svolge questo giallo?

Un complotto mondiale che ruota attorno ad un grandioso esperimento scientifico, che secondo gli oligarchi e gli enarchi porterà grandi vantaggi. Ma secondo la Resistenza al contrario nasconde un inconfessabile disegno, fare tabula rasa dei diritti della gente. Ecco la domanda di fondo: possono i diritti e le liberta essere conservate se non vengono difese ?

Quindi oltre al giallo dell’esito dell’esperimento, c’è il tema delle libertà?

Certamente le mosse e contromosse dei vari personaggi emblematici, nascondono obbiettivi diversi, e i misteri aumentano per via della censura e del fatto che tutti sono spiati. Quindi il lettore si trova coinvolto in temi che lo riguardano da vicino e che toccano tutte le possibili degenerazioni oligarchiche della democrazia. Dalle tasse (che i ricchi non pagano) ai soldi che le banche prelevano direttamente, dai cibi all’alimentazione (manipolata), al debito (eterno) e agli interessi che devono pagare anche chi non ha debiti, dallo spionaggio pervasivo tramite i social, alla guerra metereologica.

Dove si svolge questo complotto e l’esperimento scientifico?

Lo scenario è il mondo. E per non individuare nessun paese in particolare, si fa ricorso ad un mix che simboleggia da un lato le oligarchie dominanti ovunque si trovino, con richiami a passati stati totalitari. E per il lato della resistenza si fa altrettanto volutamente. Una panoramica di soggetti simbolici di diverse provenienze e dislocazioni e radici culturali, proprio per simboleggiare che le classi subalterne ed oppresse ovunque si trovino, devono sempre lottare per i propri diritti.

Cosa c’entra in tutto questo Astrolìa?

Astrolìa è l’eroina femminile che alla fine assume il comando della resistenza nello scontro decisivo. Ma non è una superwoman, al contrario si occupa di poesia e di musica e di astri. Viene avvisata del complotto e a mano a mano che approfondisce, si accorge di quanto possa essere pericoloso per il mondo. E quindi mobilita le donne e alla fine è lei che si confronta col capo degli oligarchi.

Ma in pratica è una figura antieroica, che simboleggia l’intelligenza femminile che può salvare il mondo ma non assumendo le sembianze maschili. Bensì con un approccio totalmente diverso, ed usa armi anche simboliche diverse, ecco perché parliamo di favola-thriller, per questi aspetti di fantasia.

Ma per il resto si tratta di un giallo d’azione, con colpi di scena continui e inusuali, e lotte di potere.

Come mai vengono citate le radio e le tv libere?

Le radio e le tv libere, i podcast, la piccola stampa svolgono un ruolo essenziale perché sono l’unica informazione di libera informazione nell’impero. Tutti gli altri media sono asserviti al Ministero della Verità e quindi non informano, ma sono solo voci di regime. Di qui l’importanza delle piccole voci diffuse.

La tesi è che la libertà di stampa e la libertà di pensiero sono garantite non dai grandi media, sempre controllati o controllabili dal potere, ma al contrario dai piccoli editori, dai piccoli giornali e tv.

E certamente questo ruolo è essenziale perche solo attraverso queste voci libere la resistenza può comunicare.

Quindi ci sono molti temi sociali e di attualità?

Certamente, oltre al giallo e all’intrigo internazionale infatti la trama ruota attorno al mistero del grande esperimento scientifico segreto. Ma anche sui suoi veri obbiettivi e la resistenza sospetta che non siano obbiettivi buoni, perché sono solo a favore degli oligarchi.

Anche sotto il profilo economico il motivo conduttore è quello che i piccoli sono schiacciati dai grandi poteri finanziari. Quindi i piccoli utenti, le piccole imprese, i piccoli paesi, tutti sottostanno a questa legge che poi è la legge del più forte. Da qui nasce la resistenza.

Lotte di potere: come si conciliano con un giallo?

E‘ un giallo perché tutti sono in lotta contro tutti e nessuno si fida. Anche per via della censura che impedisce di capire a ciascuno i veri obbiettivi del progetto tecnologico misterioso e quindi ciascuno teme di essere estromesso. Queste lotte tra i gruppi e le classi finiscono per mettere in pericolo il progetto e quindi tutto precipita nello scontro finale tra il bene ed il male. Simbolicamente quindi una moderna versione dell’apocalisse, che vede riuniti popoli di tutto il mondo schierati nei due campi.

Ma c’è anche una battaglia delle idee, che giunge al culmine.

E qui si innesta il filone delle cattedrali, e del ruolo del Vaticano… ma di questo parleremo un’altra volta.

La morale è quindi quella di una lotta generale, di tutti contro tutti?

No, la morale è che le radici della pace vanno cercate nel dialogo e nel confronto. E che i diritti e le liberta non sono un regalo, ma una conquista che ogni generazione deve difendere.

I richiami a rivedere e controllare criticamente la storia significano proprio questo e gli ultimatum che sono parte integrante del racconto, sono tutti emblematici. Ecco perché è un libro che non puoi non leggere.