Esportare il modello cinese in Italia? Non diciamo “sciocchezze”

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Adottare il modello di lavoro cinese in Italia? Un'idea che non convince neanche Impresa Italia. 

"Pur apprezzando l'organizzazione del lavoro in Oriente, siamo fortemente convinti che quella di voler esportare il modello cinese in Italia sia una dichiarazione priva di ogni valutazione pregressa", ha criticamente osservato Marco Ottaviani, presidente di Impresa Italia, al termine dell'incontro tra l'assessore al Commercio Ariola e la delegazione della Camera di Commercio della Regione dello Jiangsu.

L'incontro, che si è svolto ieri presso la sede del Municipio XV, può, secondo Ottaviani, "essere inteso solo come scambio culturale, nulla di più". "Il made in China, caratterizzato da lavoro a basso costo, non potrà mai trovare impiego nel nostro Paese", ha commentato Ottaviani invitando il "presidente municipale Torquati e l'assessore alle Politiche del Commercio di Roma Capitale, Marta Leonori, ad avviare iniziative rivolte alla valorizzazione del made in Italy, nonché ad attivarsi costruttivamente al fine di sviluppare progetti in grado di incidere positivamente sull'andamento del piccolo commercio nostrano".