Durigon (Lega): “A Latina torni il Parco Arnaldo Mussolini”. Ammiccamento al fascismo?

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Tempesta di polemiche a Latina. A essere presa di mira è la proposta, lanciata dal palco di Latina la sera del 4 agosto, dal sottosegretario all’Economia, il leghista Claudio Durigon, di reintitolare il parco cittadino, attualmente dedicato a Falcone e Borsellino, ad Arnaldo Mussolini, il fratello del duce. “La storia di Latina è quella che qualcuno ha voluto anche cancellare, cambiando il nome a quel nostro parco che deve tornare ad essere quel parco Mussolini che è sempre stato. Su questo ci siamo e vogliamo andare avanti”, ha dichiarato il sottosegretario. L’intervento, che in queste ore sta rimbalzando sui social, è stato pubblicato sul profilo Facebook “Lega Salvini Premier Lazio” e precedeva quello del leader Matteo Salvini dallo stesso palco nei giorni scorsi.

https://www.facebook.com/LegaSalviniPremierLazio/videos/413026083471286

Da “Parco Arnaldo Mussolini” a “Parco Falcone – Borsellino”

Il Parco Comunale di Latina ha cambiato nome ufficialmente nell’estate del 2017 assumendo quello di “parco Falcone-Borsellino”. Ma sin da allora, l’iniziativa nel capoluogo pontino aveva portato con sé uno strascico di polemiche. Il giardino, infatti, era legato da molti decenni nell’uso cittadino al nome di Arnaldo Mussolini e il centrodestra si era opposto in Consiglio comunale ad un atto considerato “contro la storia della città”.

Considerazioni dal PD

Secondo la deputata del Pd Alessia Morani, “la presenza nel governo di Durigon è un problema. Questa roba è inaccettabile”. Per il collega Carmelo Miceli è “sconcertante il tentativo di togliere i nomi di Falcone e Borsellino dal parco centrale di Latina per sostituirli con Arnaldo Mussolini. Ma tant’è: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. E infatti il leghista Claudio Duringon ha scelto di guardare alla campagna elettorale del capoluogo pontino, dove a ottobre si voterà per il nuovo sindaco, con lo sguardo rivolto al passato più buio del nostro Paese. Addirittura con la volontà di cancellare due tra le figure più alte e più amate dell’Italia: due magistrati che hanno dato la vita per tutti noi. Durigon si fermi e la smetta di ammiccare squallidamente al fascismo“.