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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Ripartenza

Dopo due anni e mezzo riapre il Teatro Duse a San Giovanni con Sandro Torella

di Enrico Salvi
La scelta di rimanere chiusi in segno di protesta contro il Green Pass e una stagione 2023 con 4 spettacoli del direttore artistico
Sandro Torella torna in scena al Teatro Duse
Sandro Torella

Si rialza il sipario del Teatro Duse, uno dei luoghi di cultura più storici del quartiere tuscolano. A partire dal 2023 il teatro sito in via Crema riaprirà i battenti con quattro spettacoli curati dal direttore artistico Sandro Torella.

Breve storia del Teatro Duse a Roma

Il teatro, chiamato “la bomboniera di San Giovanni”, vanta una storia che parte quasi 100 anni fa. La prima apertura è datata 1930, quando fu concepito come spazio destinato a incontri culturali. Rimasto in attività fino al 1940, durante la seconda guerra mondiale venne trasformato in un rifugio antiaereo.

La struttura riaprì solo nel 1970, quando all’inizio fu utilizzato come sala prove prima di essere stato ristrutturato e adibito come un vero e proprio teatro in miniatura, una piccola bomboniera in stile classico appunto, in grado di ospitare 52 spettatori. Preso sotto l’ala artistica di Sandro Torella dal 2010, nel 2020 si è fermato a causa del Covid salvo non ripartire in segno di protesta verso l’obbligo del Green Pass, prima della riapertura che avverrà con l’arrivo del nuovo anno.

La riapertura del Teatro Duse

Riapre dopo oltre due anni e mezzo il Teatro Duse a Roma, lo storico teatro “bomboniera” nel quartiere San Giovanni che per decenni ha visto salire sul palco centinaia di Compagnie e di attori del teatro off italiano, alcuni dei quali, negli anni, si sono poi affermati nei grandi teatri della penisola o nel cinema. Diretto dal 2010 da Sandro Torella, al decimo anno di gestione si è trovato di fronte alla chiusura forzata per legge emergenziale che ha visto il protrarsi di restrizioni e vincoli fino alla richiesta del pass all’ingresso, simbolo ultimo della caccia all’untore. Oggi, a distanza di mesi da quel 15 ottobre 2021, sappiamo dalle stesse case produttrici che quello strumento era del tutto infondato perché -chiunque può infettare chiunque altro a prescindere dalla vaccinazione o meno- pertanto il pass è un mero arbitrio.

Il Teatro Duse è stato l’unico teatro sugli oltre 100 teatri romani a mantenere la chiusura rifiutandosi di chiedere un Green pass dal sapore neo-fascista, privo di ogni fondamento logico.

Oggi a distanza di oltre un anno decidiamo di riaprire proponendo al pubblico 4 spettacoli + 4 aperitivi in un abbonamento che copre l’anno solare 2023 al prezzo di 77 euro. Quattro spettacoli che vedono protagonista Sandro Torella, attore e direttore artistico del teatro. Quattro spettacoli che raccontano la libertà di esprimersi, di pensare, di fare arte in un paese in cui si è arrivati alla censura sulle opinioni e alla creazione del pensiero unico su basi infondate, agli ‘artisti di grido’ che fanno i testimonial delle élite farmaceutiche e finanziarie anziché cercare la verità nelle cose come ogni artista fa per sua stessa natura.

Il primo spettacolo in abbonamento è “Fanculo il PIL” successo del 2011 quando venne messo in scena per la prima volta per poi essere replicato oltre cento volte in tutta Italia e persino al Fringe di Hollywood in concorso nel 2015; un one man show economico, la storia di un giovane assistente universitario che impossibilitato a raccontare la verità in aula si rivolge al pubblico e improvvisa una lezione economica interattiva a sfondo ironico, ma stavolta raccontando l’economia come nessuno ve la racconta.

Il secondo spettacolo “Anni 70” è uno show musicale, suonato e cantato dal vivo, le canzoni dei grandi cantautori che hanno fatto un’epoca e che hanno raccontato un momento di instabilità e cambiamento sociale attraverso le loro storie personali. Aneddoti, storie vere e buona musica, in una serata speciale che ripercorre i sogni e le speranze di una generazione oggi supina al potere costituito oltre i confini del nostro paese.

Per concludere altri due spettacoli completamente diversi: da “Shakespare” al “Nuovo disOrdine Mentale” si passa dallo spettacolo storico ispirato ai grandi monologhi shakespeariani alla stand up comedy satirica senza esclusioni di colpi.

Ce n’è per tutti i gusti e soprattutto c’è da ricominciare dalla cultura per rifondare una società che sembra inesorabilmente destinata al più profondo  degrado, ma noi non ci arrenderemo mai e la rifonderemo più forte e più bella che pria! Per citare Ettore Petrolini straordinario attore e concittadino.

 
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