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Dalle battaglie di Sidney Poitier a Dumbo vietato: riprendiamoci i veri diritti

In memoria di Sidney Poitier, primo afroamericano a ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista

Sidney Poitier

Dalla provocatoria autoironia del gruppo jazz afroamericano degli anni 30/40, gli Ink Spots (macchie d’inchiostro), passando dall’Oscar a Sidney Poitier fino agli assurdi eccessi della cancel culture e del politicamente corretto a tutti i costi.

Da Sidney Poitier al politicamente corretto fino alla cancel culture

Carlo Conti ha dovuto rivedere il format del suo “Tale e quale show” a causa delle lamentele del famosissimo rapper Ghali, milanese di origini tunisine, il quale si è scagliato contro la trasmissione rea di far interpretare cantanti di colore (vittima egli stesso) da artisti bianchi. Una appropriazione culturale indebita aggravata dal trucco marrone per scurire la pelle. Pare che lo stesso Conti abbia interrotto le proprie sedute presso i centri estetici ove si reca per abbronzarsi artificialmente.

La stessa Helen Mirren, pluripremiata attrice e premio Oscar per “The Queen” , è stata duramente attaccata perché, non essendo ebrea, non potrebbe e non dovrebbe interpretare un film su Golda Meir, l’israeliana che nel 1969 divenne la prima donna premier del proprio paese.

Se non sei ebreo non puoi interpretare il ruolo di un ebreo. Se non sei nero guai ad incarnare un afroamericano.

Aristogatti, Dumbo e Peter Pan vietati ai bambini

Aristogatti , Peter Pan e Dumbo vietati ai minori di sette anni sulla piattaforma Disney per offese ai cinesi (gatti siamesi nel primo cartone animato), nativi americani (nel secondo) e afroamericani (canzoncina razzista nel terzo).

Qualche pellicola cinematografica si è tuttavia salvata da questa implacabile censura .

Nessun problema infatti per il film “Quei Bravi ragazzi ( Goodfellas ) che potrà continuare ad essere trasmesso visto che, fortunatamente, la maggior parte degli attori (Ray Liotta, Joe Pesci, Robert De Niro) vanta italiche origini .

Malissimo invece per il remake del Padrino che dovrà per forza vedere nei panni di Don Vito Corleone (in origine magistralmente interpretato da Marlon Brando) un attore di origine siciliana. Pare sia iniziato un casting in provincia di Palermo per trovare il degno, ma soprattutto avente diritto, sostituto.

Anche gli alieni si sentono discriminati

Gravissima la situazione Invece per quanto riguarda i film di fantascienza.

Sembra che il SETI Institute (acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence ,Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), la cui sede centrale si trova a Mountain View, in California, abbia ricevuto un segnale da Proxima Centauri, la stella più vicina a noi che si trova ad appena quattro anni luce.

Questo segnale da parte di una civiltà aliena, da poco decriptato, pare non sia un messaggio di benvenuto, piuttosto una denuncia che inviterebbe la cinematografia del pianeta Terra a non utilizzare mai più in futuro attori della razza umana per interpretare personaggi alieni. La Paramount Pictures avrebbe quindi interrotto, in via precauzionale, le riprese del nuovo capitolo di Star Trek. Anche le piattaforme televisive sembra abbiano dovuto tirare il freno per quanto riguarda i nuovi progetti basati su Star Wars. In allegato al segnale alieno dicono ci sia un file che conterrebbe delle immagini di candidati attori extraterrestri, proposti per interpretare il comandante Spock ed altri personaggi non umani.

Lo scandalo de “Il pianeta delle scimmie”

Ma il lavoro più duro, quello che veramente rappresenterà un enorme ostacolo, è quello che riguarda la prima saga de “Il pianeta delle scimmie “che vide l’utilizzo di attori umani truccati allo scopo di interpretare gorilla e scimpanzé.

Pare che un primate, ospite del Centro nazionale di ricerca sui primati di Yerkes della Emory University di Atlanta, in Georgia, non abbia apprezzato la visione del film con Charlton Heston e, per esprimere il proprio disappunto, abbia iniziato uno sciopero della fame facendo marcire quintali di banane destinate alla propria alimentazione.

In vista della prossima stagione estiva si consigliano creme solari protettive allo scopo di evitare eccessive abbronzature che potrebbero offendere qualche venditore ambulante africano al lavoro sulle spiagge. Ma al contempo attenzione a non evitare del tutto l’esposizione ai raggi ultravioletti poiché mostrare una pelle troppo chiara potrebbe risultare provocatorio.

Come fare a Carnevale se nessuno scherzo vale?

Carnevale si avvicina ed il pericolo di mettere il piede nella tagliola della censura cultural-razzista è dietro l’angolo.

Bene per i costumi di pulcinella (vantare discendenti partenopei sarebbe meglio) ma Zorro è ad altissimo rischio. Si dice che la comunità ispanico-americana residente nel nostro paese abbia diffidato le mamme italiane dall’acquistare per i propri piccini maschera , mantello e spada. Pare sia stata rimossa dagli archivi Rai la sigla di fine trasmissione del varietà del sabato sera del 1981 “Stasera niente di nuovo” che vedeva Raimondo Vianello nei panni del liberatore messicano mascherato che si firmava con una Zeta .

Si invitano i genitori che volessero intimorire i propri bambini a non evocare l’uomo nero.

Non è stata risparmiata neppure la Chiesa Cattolica. Ai parroci si consiglia , riferendosi alla vergine Maria e a San Giuseppe, l’utilizzo dei termini non offensivi di genitore 1 e genitore 2 .

Abbiamo scherzato. O forse no.

Sidney Poitier, una vera lotta per i diritti e l’integrazione

Ma tra il blakface dei secoli scorsi, in cui artisti bianchi si tingevano il viso di nero in maniera effettivamente caricaturata ed offensiva, ed un attore eterosessuale al quale viene sconsigliato di interpretare un personaggio omosessuale, c’è un oceano di insopportabile ed inutile bigottismo nel quale cominciano a rifiutarsi di nuotare, fortunatamente, sempre più persone di ogni sesso, colore e nazionalità.

In memoria di Sidney Poitier, straordinario attore e primo afroamericano a ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista, che con garbo ed eleganza, senza eccessi o inutili esuberanze, fu un vero protagonista della lotta per i diritti.

Di tutti.

In memoria di Sidney Poitier, primo afroamericano a ricevere l’Oscar come miglior attore protagonista e delle sue autentiche lotte
Copertina del Greatest hits degli Ink Spots

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