06 Maggio 2021

Pubblicato il

Dal Vaticano ad AnnoUno, la parabola delle Femen

di Redazione

Eroine o paladine del vilipendio?

Tremate, tremate, le Femen son tornate. Le ancelle di Soros, il finanziare americano di origini ungheresi che – stando a rumors sempre più insistenti – finanzierebbe le ragazze per andaresene in giro col sedere di fuori, hanno inscenato un nuovo blitz in Vaticano. Le Femen mancavano da piazza San Pietro sin dai giorni del conclave, era marzo 2013. Così, come prescrive il galateo, decidono di far visita a Papa Francesco cogliendo l'occasione per chiedere “la laicità e la separazione tra Stato e Chiesa”. 
 
Il quid della protesta, anche stavolta, passa però in secondo piano. Da subito, il blitz, assume l'aspetto di un filmetto hard. Le ragazze, in piazza, a carponi, si masturbano appassionatamente con il crocifisso. A questo punto, dietro ai sederi, il messaggio delle tre attiviste non si capisce più bene se riguardi la laicità del potere temporale e la sua separazione rispetto a quello spirituale, come asseriscono, oppure, il vilipendio della religione fine a se stesso. Azione che il nostro codice penale, in particolare l'art. 403, conosce bene. La norma punisce con la reclusione fino a due anni «chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all'esercizio del culto».
 
Le ancelle di Soros sono, quindi, delle ricercate. Ci vuole coraggio a trasgredire la legge in nome delle proprie idee? Non per loro, ammesso che d'idee ne abbiano, non in Italia. Dove, se t'infili un crocifisso nel posteriore, come minimo t'invita Giulia Innocenzi a pontificare ad AnnoUno. La conduttrice s'è addirittura dichiarata “fiera” d'aver ospitato il gruppetto in trasmissione. Ma allora, come dare torto alla sorella di Matteo Renzi quando propone alle femministe di “andare nei paesi islamici”? Lì sì che c'è bisogno di reclamare i diritti. “Vadano a manifestare nude in quei posti se davvero hanno coraggio”, propone Matilde Renzi.

*Tutte le foto da Facebook, FEMEN International

 
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