Cuccarini al Nazionale: Milano chiama, ma la nostalgia parte da Roma
Lorella Cuccarini è Consolazione in “Aggiungi un posto a tavola” (5–22 febbraio, Milano): ricordi di bambina, risate e verità in scena
Lorella Cuccarini
C’è un modo tutto romano di raccontare i ricordi: si parte da un dettaglio, un disco consumato, una sera in famiglia, e si arriva lontano. Lorella Cuccarini fa così quando parla di “Aggiungi un posto a tavola”: lo vide da bambina, rimase incantata, tornò a rivederlo e poi imparò le canzoni senza accorgersene, a forza di ascoltare quel doppio album. Oggi, con l’edizione del cinquantennale in scena al Teatro Nazionale di Milano dal 5 al 22 febbraio, quell’incanto diventa lavoro vero, sudore, prove, applausi. E soprattutto diventa un personaggio imprevisto: Consolazione, donna di facili costumi, comica, spigolosa, lontana anni luce dall’immagine “perfetta” che molti ancora le appiccicano addosso.
Una favola che non invecchia: perché “Aggiungi un posto a tavola” funziona ancora
Il bello dei classici popolari è che non chiedono permesso: entrano in casa, passano dalle generazioni, restano addosso. “Aggiungi un posto a tavola”, firmato Garinei e Giovannini e ispirato a “Dopo di me il diluvio” di David Forrest, è uno di quei titoli che conosci anche se non l’hai visto. Parla di accoglienza e fiducia nel futuro con la leggerezza di una commedia musicale, ma sotto c’è una domanda seria: cosa fai quando il mondo intorno sembra sul punto di cambiare in peggio?
Dal “cuore buono” alla donna che spiazza: la nuova Cuccarini che piace al teatro
Cuccarini lo dice chiaro: oggi si sente più libera. Non esistono più le vetrine mastodontiche della tv di un tempo, non esiste più un “Fantastico” 1986 capace di trasformare un volto in un simbolo nazionale, e non esistono più nemmeno quelle figure che scoprivano e accompagnavano i talenti. Il risultato è che l’identità artistica la costruisci scena dopo scena, scelta dopo scelta. Consolazione, per lei, è una scommessa di gusto: un ruolo che potrebbe diventare caricatura e invece si regge su un equilibrio sottile. La sua versione non punta sull’ammiccamento: punta su fragilità e vitalità, su una comicità che nasce dall’umanità.
Scifoni e Panizzi: il cast che regge la macchina del musical
Nel cuore della storia ci sono Don Silvestro e Clementina, interpretati da Giovanni Scifoni e Sofia Panizzi. È la coppia che dà ritmo alla narrazione e regge il lato emotivo del racconto, mentre il contorno comico e corale fa girare la “macchina” dello spettacolo. In un musical come questo ogni tassello conta: tempi comici, canto, movimento, passaggi rapidi. Non è un salotto, è atletica del palcoscenico.
Il doppio binario con “Amici”: stanchezza sì, paura no
In questi giorni Cuccarini deve incastrare il palco del Nazionale con la presenza in tv ad “Amici”. È un tour de force, ma lei lo vive senza drammi: televisione, teatro e musica sono parte dello stesso percorso. E il teatro, racconta, resta il luogo del contatto più vero con il pubblico. Chi parte da Roma o dal Lazio per una serata a Milano lo sa: esci dalla sala e ti porti dietro le canzoni, le battute, quella sensazione di aver condiviso qualcosa con sconosciuti seduti accanto a te. Alla fine è questo che fa tornare: il rito, non la foto ricordo.
