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29 Ottobre 2020

Pubblicato il

Covid-19, pronta la proroga stato d’emergenza. Giuseppe Conte: “Massima attenzione”

di Redazione

Il premier Conte ufficializza la proroga dello stato emergenza fino al 31 gennaio 2021. La propostà dovrà ottenere il via libera dal Parlamento

proroga stato emergenza
Giuseppe Conte, stato di emergenza (immagine d'archivio)

Il premier Giuseppe Conte parla da San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Ieri in Consiglio dei Ministri “abbiamo convenuto che andremo in Parlamento a proporre la proroga dello stato di emergenza ragionevolmente fino alla fine di gennaio 2021″, dichiara alle ore 13:30 circa a conclusione della visita a una scuola.

La proroga consigliata dagli esperti

La decisione di prorogare lo stato d’emergenza dal 15 ottobre fino alla fine di gennaio, consigliata dagli esperti del Comitato tecnico-scientifico dopo la proroga stabilita fino al 31 dicembre, è dovuta al perdurare delle criticità sanitarie. Ed era già in ballo ieri, quando il Primo ministro si è riunito con i capi delegazione. “Per quanto la curva del contagio sia sotto controllo – continua – richiede la massima attenzione da parte dello Stato”. Lo stato d’emergenza andrebbe a coprire dunque l’intero anno dal 15 gennaio 2020 al 15 gennaio 2021.

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Punto stampa a San Felice a Cancello

🔴 In diretta da San Felice a Cancello al termine della visita all'Istituto comprensivo "Francesco Gesuè"

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Pubblicato da Giuseppe Conte su Giovedì 1 ottobre 2020
Il premier Giuseppe Conte, nel video pubblicato sulla propria pagina Facebook, fa il punto della situazione su scuola e proroga dello stato d’emergenza

Si ipotizzano dei lockdown su base regionale? “Non possiamo andare in ordine sparso”, risponde Conte. “Abbiamo un sistema di monitoraggio molto accurato e sofisticato e dobbiamo lavorare a livello centrale con il coordinamento delle Regioni e delle autorità locali per assumere decisioni quando servono”. Nello stato d’emergenza le Regioni, che possono continuare a firmare ordinanze, fanno parte di una “cabina di regia”, la quale consentirebbe al Governo di coordinarne l’operato.

Al centro delle due riunioni di ieri anche l’App Immuni. Il capodelegazione pentastellato Alfonso Bonafede suggerisce l’avvio di una campagna di comunicazione in tv. La mancata esplosione dei download è dovuta a molteplici fattori, fra i quali la paura – infondata – di un’app troppo “intrusiva”. Inoltre, si spera venga chiarito con maggiore precisione come si debbano comportare insegnanti e datori di lavoro di fronte a uno studente o un lavoratore che ha ricevuto l’alert da Immuni.

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