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31 Ottobre 2020

Pubblicato il

Farsi gli affari propri

Conflitto interessi: Eccolo il testo proposto dal M5S, si rischia anche il carcere

di Redazione

"I cittadini non si fidano della politica e delle istituzioni se chi viene eletto o va al governo lo fa per farsi gli affari propri"

conflitto interessi m5s
Camera dei Deputati

Conflitto d’interessi, la proposta del M5S. “Con questa legge vogliamo spezzare interferenze e condizionamenti di interessi privati su una corretta e imparziale azione politica. I cittadini non si fidano della politica e delle istituzioni se chi viene eletto o va al governo lo fa per farsi gli affari propri. Lo stesso accade purtroppo spesso nella Pubblica Amministrazione.

Questa legge propone diverse soluzioni e vogliamo un iter certo di approvazione. Per questo motivo l’entrata in vigore del testo proposto è fissata al 1 luglio 2021“. E’ la sintesi con cui il Movimento 5 Stelle spiega la necessità dell’approvazione di una nuova legge sul conflitto di interessi.

E tra le norme che vengono ribadite anche nel nuovo testo base di Giuseppe Brescia, relatore e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, c’è il carcere fino a cinque anni in caso di omessa presentazione delle dichiarazioni necessarie alla competente autorità di vigilanza.

Viene dato all’Antitrust il potere di vigilanza e sanzione sui conflitti d’interessi di titolari di governo nazionale, regionale e locale. Arrivando fino ai comuni con più di 100mila abitanti.

Le norme per chi è al Governo

Chi è al governo non potrà svolgere qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico o privato, né potrà detenere lui – o il coniuge o i parenti fino al secondo grado – partecipazioni superiori al 2% del capitale sociale di un’impresa che:

a) svolga la propria attività in regime di autorizzazione o concessione rilasciata dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali;

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b) sia titolare di diritti esclusivi o che operi in regime di monopolio;

c) operi nei settori della difesa, del credito, dell’energia, delle comunicazioni, dell’editoria, della raccolta pubblicitaria o delle opere pubbliche o svolga altra attività di interesse nazionale.

Le dichiarazioni

Tutta la legge ruota intorno alle dichiarazioni che il titolare della carica di governo nazionale è tenuto a trasmettere all’Antitrust entro 20 giorni dall’assunzione della carica.

Vanno dichiarati, tra l’altro, l’ultima dichiarazione dei redditi e tutti i dati relativi ai beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri e alle attività patrimoniali di proprietà.

Non si decade dalla carica di Governo ma dai precedenti incarichi 

Chi non rispetterà l’obbligo di astensione o di opzione tra cariche in caso di conflitto d’interessi decadrà dalla carica con cui è incompatibile, e non da quella di governo. Un commissario invece disporrà obbligatoriamente il trust dei beni in caso di incompatibilità patrimoniale.

Rischio carcere fino a 5 anni

Le dichiarazioni dovranno essere presentate all’Autorità anche dal coniuge, dai parenti entro il secondo grado del titolare della carica di governo e dalle persone con lui stabilmente conviventi non a scopo di lavoro domestico, pena la reclusione da due a cinque anni.

Nullità gare pubbliche in caso di violazione

Sarà impossibile per il titolare della carica, il coniuge, i conviventi e i parenti entro il secondo grado di aggiudicarsi procedure ad evidenza pubblica per la conclusione di contratti pubblici di rilevanza comunitaria di lavori, servizi o forniture in ambiti rientranti nel settore di competenza della carica rivestita o in ambiti connessi. I contratti conclusi in violazione del divieto sono nulli, con obbligo di restituzione dei compensi.

Le multe

Per le imprese del titolare della carica, del coniuge e di parenti affini entro il 2° grado che trarranno vantaggio dalle violazioni delle norme sul conflitto d’interessi ci saranno multe tra il doppio e il quadruplo del vantaggio effettivamente conseguito dall’impresa.

Se l’impresa svolge la propria attività in regime di autorizzazione o di concessione dello Stato, l’Autorità può disporre la decadenza dell’atto di concessione o di altro atto di assenso di amministrazioni pubbliche.

Ineleggibilità parlamentari

Vogliamo anche nuove norme per l’ineleggibilità dei parlamentari. Saranno ineleggibili anche:

i direttori e vicedirettori di testate giornalistiche nazionali se hanno esercitato l’incarico nei 6 mesi prima dell’accettazione della candidatura.

Il periodo di sei mesi è ridotto a sessanta giorni nel caso di scioglimento anticipato della Camera dei Deputati;

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i sindaci nei comuni con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti;

chiunque abbia anche incarichi di natura dirigenziale, gestionale, amministrativa, di controllo o di vigilanza, di qualsiasi società o impresa che ha autorizzazioni o concessioni non solo dallo Stato, ma anche da un’amministrazione pubblica statale, da istituzioni o enti pubblici nazionali ovvero da una regione o da una provincia autonoma o da qualsiasi organo o ente della pubblica amministrazione o che siano con esso vincolati per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Stop alle porte girevoli dei magistrati

Viene innalzato da 6 mesi a 2 anni prima dell’accettazione della candidatura il periodo considerato ai fini dell’ineleggibilità dei magistrati nelle circoscrizioni sottoposte, in tutto o in parte, alla giurisdizione degli uffici ai quali si sono trovati assegnati o presso i quali hanno esercitato le loro funzioni.

Viene previsto che i magistrati candidati non eletti non possano ricoprire le funzioni di giudice per le indagini preliminari e dell’udienza preliminare o di pubblico ministero o incarichi direttivi o semi direttivi. Infine i magistrati candidati ed eletti o i magistrati titolari di cariche di governo non potranno tornare nei ruoli organici della magistratura ordinaria o speciale di appartenenza al magistrato.

Costoro, alla scadenza o alla cessazione del mandato, sono collocati nei ruoli amministrativi della propria o di altra amministrazione, conservando il proprio trattamento economico.

Senza leggi regionali taglio dei fondi dallo Stato

Anche le regioni dovranno fare entro 6 mesi una legge sul conflitto d’interessi, seguendo i principi di questo testo. Se non lo faranno, saranno tagliati del 20% i trasferimenti erariali a loro favore.

Delega su norme ad hoc per PA

Ultima, La delega al governo per introdurre entro 3 mesi specifiche norme per la prevenzione e il contrasto ai conflitti di interesse nella Pubblica Amministrazione.

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Rafforzamento Autorità Nazionale anticorruzione

Stop anche a incarichi multipli nelle società partecipate e più trasparenza sui conflitti di interesse con obblighi di comunicazione e sanzioni.

(Mar/ Dire) 

 
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