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Fontana di Trevi, arriva la ringhiera “in stile” e spariscono le transenne: accesso più ordinato con ticket da 2 euro

A Trevi via le transenne: in posa la nuova ringhiera sobria e reversibile. Accessi regolati, percorso dedicato e ticket da 2 euro

Fontana di Trevi

Roma prova a mettere ordine nel punto più fotografato della città senza rovinare l’incanto che lo rende unico. Alla Fontana di Trevi sta per cambiare il “contorno”: entro marzo verranno eliminate le transenne provvisorie, definite “obbrobriose” dall’assessore al Turismo Alessandro Onorato, e al loro posto arriverà una ringhiera progettata per integrarsi con piazza e scalinata. Dietro, raccontano dagli uffici tecnici, c’è stato un lungo lavoro fatto di studi, sopralluoghi e confronti filologici, passaggio per passaggio, fino al nullaosta definitivo necessario per procedere con l’installazione.

Una balaustra “sobria” per Trevi: ordine sì, senza effetto posticcio

La parola chiave, ripetuta più volte, è sobrietà. La nuova recinzione dovrà disciplinare i flussi e rendere più vivibile l’area a ridosso della vasca, ma senza trasformarsi in un elemento estraneo, un “pugno nell’occhio” per chi guarda e per chi tutela il patrimonio. È proprio su questo punto che si è giocata la partita più delicata: disegno, proporzioni, materiali, resa cromatica.

Ringhiera armonizzata con la Fontana di Trevi: curve, profili e colore “ferro antico”

Il progetto, spiegano dal Campidoglio, riprende due riferimenti già presenti in piazza: da una parte le sagome curve dei colonnotti in travertino, dall’altra i profili lineari delle recinzioni in ferro ottocentesche. Ne nasce un sistema a moduli metallici con linee essenziali e un trattamento pensato per non “staccare” cromaticamente: zincatura a polvere e poi verniciatura opaca color ferro antico. In pratica, l’obiettivo è far percepire la ringhiera come parte dell’insieme, non come un’aggiunta contemporanea vistosa.

Installazione notturna e piastre nei sanpietrini: un intervento reversibile

I lavori di posa, secondo quanto ricostruito, proseguiranno per tutto febbraio e in orario notturno, a varchi chiusi, per limitare impatto e interferenze. Un altro elemento centrale riguarda la tutela materiale del sito: la recinzione è pensata come reversibile, grazie a piastre di ancoraggio predisposte sulla pavimentazione in sanpietrini, così da consentire una rimozione futura senza intaccare le lastre di travertino e il disegno del plateatico. Una scelta che parla sia ai tecnici sia ai puristi: niente opere “irreversibili”, ma un’installazione compatibile con un contesto monumentale che impone prudenza.

Ticket da 2 euro e accessi regolati: come cambia la visita alla Fontana di Trevi

La ringhiera non è solo un fatto estetico: serve a rendere stabile un nuovo modello di gestione dei flussi, già annunciato negli ultimi mesi e ora entrato nella fase operativa. L’impianto prevede un’area di accesso più vicina alla fontana con ingresso regolato e un contributo di 2 euro, mentre la piazza resta fruibile liberamente. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità della visita, ridurre gli assembramenti e separare i percorsi, anche con varchi dedicati. Nelle prime ore di avvio, l’amministrazione ha parlato di migliaia di prenotazioni online e di centinaia di biglietti venduti sul posto, segnale di un meccanismo che, almeno all’inizio, sta reggendo.

Le reazioni: tutela del monumento, vivibilità e la domanda sul “modello Roma”

Il tema divide e, allo stesso tempo, costringe la città a una scelta che rimanda a un nodo più grande: come si governa un luogo che concentra numeri enormi in pochi metri quadri. La sperimentazione avviata con il contingentamento viene letta dal Campidoglio come una risposta concreta all’iper-afflusso, con l’idea che la visita “ravvicinata” debba essere più ordinata e sicura.

Dall’altra parte, resta aperta la discussione culturale e politica: il ticket è un contributo simbolico o l’inizio di una trasformazione strutturale dei grandi monumenti in spazi a pagamento? E ancora: la ringhiera, pur “mimetica”, cambierà la percezione del luogo? Una cosa è certa: la scelta di puntare su un segno sobrio e rimovibile nasce proprio per evitare fratture irreparabili con la storia del sito, mentre la regolazione degli ingressi prova a dare una risposta alla pressione quotidiana che, da anni, rende Trevi un imbuto permanente.