Cosa c’è dopo la pandemia? Riaperture, vacanze, e un mare di…tasse

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Cosa ci aspetta all’uscita della pandemia? Tasse e ancora tasse.

Ripartenza, riaperture, vacanze per chi può permettersele, ma soprattutto pagamenti. La batosta delle imposte arriva tutta in un colpo solo sulla testa degli italiani, infatti il 30 giugno riparte la riscossione e il 31 luglio cadono ben 16 rate in un’unica data. Si torna dunque a parlare di “ingorgo fiscale”, che coinvolge soprattutto imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti con Partita Iva. Sono previsti 59 versamenti il 16 giugno e 65 il 30 dello stesso mese. Il 730 viene inoltre anticipato da novembre a settembre.

Tasse e tributi sotto l’ombrellone

Dunque si inizia il 10 giugno con la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche del 2019, un termine che è già slittato due volte (prima a dicembre e poi a marzo) nei provvedimenti economici dell’ultimo anno e mezzo. Ci sono gli appuntamenti periodici di Iva, Irpef e contributi Inps fino ad acconto e saldo di Ires e Irap. Quindi la Tobin tax, la cedolare secca e l’esonero del canone Rai.

Il 16 giugno tocca al primo versamento Imu (il secondo il 16 dicembre), condizionato anch’esso dalle normative anti Covid. Esenti alberghi, pensioni, bed and breakfast, agriturismi, villaggi turistici, discoteche e campeggi.

Il cosiddetto ingorgo fiscale che si verifica un po’ tutti gli anni fiscali, tuttavia quest’anno risulta particolarmente duro perciò molti commercialisti si sono appellati al governo per diluire la stangata. Maurizio Postal, Consiglio nazionale dei Commercialisti con delega alla fiscalità chiede maggiore gradualità.