30 Luglio 2021

Pubblicato il

Corsari vs All Reds

di Redazione

Arrivata ieri la sentenza 'ingiustamente salomonica'

E’ arrivata ieri, ed invece di porre fine alle polemiche le ha ulteriormente alimentate, diventando lei stessa oggetto di contesa. Stiamo parlando della sentenza, integralmente riportata di seguito, con cui il Giudice Sportivo Regionale ha accertato dinamiche e responsabilità dell’episodio di discriminazione accaduto domenica scorsa, sul campo da rugby dell’ex Cinodromo, tra la squadra dei Corsari e quella degli All Reds. Meno quattro punti in classifica e la perdita della gara, una sanzione pecuniaria di € 300.00 ed il pagamento delle spese arbitrali: questa la condanna che il Giudice Sportivo ha inflitto non ad una, bensì ad entrambe le squadre.

I FATTI  –  «ll Giudice Sportivo Regionale, in ordine alla gara che si sarebbe dovuta disputare in data 23.03.2014 alle ore 14.30 tra ALL REDS RUGBY ROMA ASD e RUGBY CORSARI ASD, del Campionato di Serie C, presso il campo “Ex-Cinodromo della Capitale”, letto il referto del Direttore di gara Sig. Marco Carrera e le dichiarazioni dei dirigenti accompagnatori delle due squadre, da cui risulta:

a) al Direttore di gara si presentava il dirigente della Rugby Corsari (ore 14.00) riferendo che “…. aveva difficoltà a far entrare la sua squadra all’interno dell’impianto” per non meglio precisati motivi;

b) il direttore di gara, allora, arrivato fino all’ingresso dell’impianto, notava “… un folto numero di persone che stazionava lì davanti” senza rilevare nessuna situazione di pericolo;

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c) alle 14.40 presso l’impianto si presentavano il dirigente della società Rugby Corsari Sig. Fiano, il capitano Sig. Alesse e due giocatori, i Sigg.ri Zoppet e Parrilli per cui il direttore di gara, a cui la lista era stata consegnata, poteva effettuare il riconoscimento soltanto delle sopraindicate persone, non essendo presenti gli altri giocatori;

d) alle 14.55 veniva effettuato il riconoscimento, da parte del Sig. Carrera, dei quattordici (14) giocatori presenti nella lista gara della società All Reds Rugby Roma Asd e veniva unitamente presentata una dichiarazione a firma del dirigente della stessa società che dichiarava: ”;“… all’arrivo della squadra ospite, un gruppo di persone, estranee alla società All Reds Rugby Roma, presenti nel piazzale esterno all’impianto sportivo, impediva l’accesso alla struttura ad un tesserato della società Corsari Rugby;

e) dalle dichiarazioni allegata al referto arbitrale risulta che nessuna delle due squadre ha ritenuto di dover scendere in campo;

f) non risulta che vi fossero gravi problemi di ordine pubblico, poiché nessuno dei dirigenti presenti ha provveduto a chiamare le forze dell’ordine e il direttore di gara non ha ravvisato nulla che potesse impedire il regolare svolgimento della gara all’interno dell’impianto sportivo.»

LA PENA  –  «Pertanto, per quanto sopra letto e ritenuto, questo G.S., letto l’art. 28 del Regolamento di Giustizia Sportiva dichiara entrambe le squadre All Reds Rugby Rugby Roma Asd e Rugby Corsari Asd rinunciatarie ed applica alle stesse la sanzione di quattro punti in classifica e la perdita della gara, oltre alla sanzione pecuniaria per ciascuna di € 300.00= (TRECENTO/00) ed il pagamento delle spese arbitrali da applicarsi solidalmente alle due società. Inoltre, lo stesso Giudice precisa che, ai sensi dell’art. 20 R.d.G., è fatto divieto ai tesserati di esprimere pubblicamente giudizi lesivi della reputazione o della dignità della F.I.R., dei suoi Organi, delle altre Società o di ogni altro soggetto appartenente all’ordinamento federale” e che, ancora, l’art. 48 recita “… qualunque tesserato sia venuto a conoscenza di fatti aventi rilevanza disciplinare esercita (tramite denuncia) l’azione disciplinare innanzi al competente Organo (Procura Federale): si ritiene che nulla sia avvenuto poiché nessuno dei dirigenti delle due squadre ha provveduto a stilare denunce o chiamare le forze dell’ordine. Per tutto quanto sopra esposto e ritenuto, letti attentamente il referto arbitrale e le “dichiarazioni” dei responsabili delle due Società di cui all’oggetto, il G.S.R. P.Q.M. 1) Visti gli artt. 28/1 lett. E) R.d.G., l’art. 16 lett. c), art. 24 lett. a) e art. 25 lett. a) Reg.Attività Sportiva omologa la gara All Reds Rugby Roma Asd e Rugby Corsari Asd, con il risultato di 0-20 (0-4) attribuito a sfavore di entrambi i soggetti affiliati a carico dei quali si applica, per loro responsabilità, la sanzione della perdita della gara, in quanto rinunciatarie, la penalizzazione per entrambe le società di quattro punti in classifica, oltre alla sanzione pecuniaria di € 300.00=(TRECENTO/EURO) ciascuna; 2) Sanziona le medesime società al pagamento solidale al 50% ciascuna delle spese arbitrali.»

L’OPINIONE  –  Matteo Annunziata, esperto di Diritto sportivo, ha definito la decisione emessa “ingiustamente salomonica” «giacché, sanzionando allo stesso modo due posizioni evidentemente non omologhe, ha di fatto perpetrato una disparità di trattamento. Non vi è dubbio, infatti, che la responsabilità di chi è tenuto a mettere a disposizione il campo di gioco e a garantire il regolare svolgimento della gara sia ontologicamente ben diversa da quella della squadra ospite. In definitiva, una adeguata attività istruttoria  –  in questo caso assente  –  avrebbe probabilmente consentito all’organo giudicante di assumere una decisione calibrata sul caso concreto, applicando nei confronti dei Corsari  –  quantomeno  –  le circostanze attenuanti previste dal Regolamento di Giustizia.»

IL PROTAGONISTA  –  Luca Crimbilla, ovvero il tesserato della società Corsari Rugby cui si riferiscono le dichiarazioni del dirigente degli All Reds al punto d), dopo aver letto il dispositivo ha dichiarato a Barbadillo.it di essere «molto amareggiato, non tanto per me, ma perché questa decisione penalizza i miei compagni di squadra e penso possa creare un precedente pericoloso per la cultura e il mondo del rugby. Secondo l’arbitro, poi, avrei dovuto chiamare le forze dell’ordine: non ho voluto farlo non solo per non accrescere la tensione ma anche perché avendo partecipato ad occupazioni sociali e rivendicando questa forma di impegno, so che la cosa avrebbe esasperato inutilmente gli animi: ricordo a tutti che si trattava di sport».

 
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