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24 Gennaio 2021

Pubblicato il

Coronavirus nel viterbese: “Ho accusato sintomi, ma ospedale senza tamponi”

di Redazione

Un 49enne del viterbese tornato dalle zone "rosse" del Nord Italia ci ha raccontato la sua esperienza in un ospedale del Lazio

In questi giorni difficili per l’Italia, che conta ormai più di 300 contagi, 11 vittime (con patologie pregresse e quasi tutti molto anziani), 4 bambini positivi al test. Non vogliamo porre questa testimonianza come una denuncia allarmante o come un riferimento attendibile di come stia procedendo la macchina dei controlli, tuttavia abbiamo deciso di non ignorare cosa ci ha raccontato un cittadino di 49 anni della provincia di Viterbo, che ha accusato dei lievi sintomi respiratori al suo ritorno dalle zone-focolaio del Lodigiano e a cui non è stato fatto il tampone per individuare un’eventuale infezione da coronavirus.

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“Ieri sera, 25 febbraio, dopo essere tornato dalle zone del focolaio italiano di coronavirus, tra Lombardia e Piemonte dove mi reco spesso per lavoro, ho accusato un senso di fatica a respirare, una sensazione di non riuscire a emettere un respiro completo e profondo. Ho mantenuto la calma e ho chiamato, essendo anche e soprattutto il mio dovere civico e morale, il 1500, numero preposto a rispondere ai cittadini in questo momento di emergenza sanitaria nazionale. Ma le linee erano sempre intasate, rispondeva solo una voce elettronica; non sono dunque riuscito a parlare con un operatore. A quel punto ho chiamato l’ospedale della mia zona, che mi dice che devo chiamare il mio medico curante. Il mio medico curante però era fuori servizio essendo sera. A quel punto ho chiamato il 118, spiegato di essere tornato dalle zone che ora chiamiamo rosse. Così mi hanno prelevato con un’ambulanza e portato in ospedale del viterbese, messo in isolamento in una stanza e mi è stato detto che la struttura ospedaliera non aveva i tamponi. Mi hanno trattenuto nella notte in isolamento e fatto degli esami del sangue ma mi hanno detto che per fare il tamponi e avrei dovuto essere trasferito all’ospedale Spallanzani e che non ce ne era bisogno perché non presentavo i sintomi. Questa mattina sono a casa, ho ancora questo insolito sintomo ma non accuso tosse né febbre. Attendo le mie analisi del sangue, consegnate allo Spallanzani dalla Asl VT5 in cui sono stato condotto, ma il tampone non mi è mai stato fatto. Il personale medico e infermieristico è stato davvero umano, scruploso e gentile con me, più volte sono venuti a sincerarsi con me durante l’isolamento delle mie condizioni di salute e del mio stato d’animo. E per questo sono profondamente grato e fiducioso. Ma sono davvero stupito e preoccupato che in una situazione simile non ci siano tamponi in ogni ospedale, che un paziente, a beneficio di se stesso e della collettività non venga controllato in modo completo e con i mezzi più essenziali”.

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