06 Maggio 2021

Pubblicato il

Lo sapevate che...

Che differenza c’è tra psicologo e psichiatra?

di Redazione

Si può cadere in errore facilmente, confondendosi tra psichiatra e psicologo. Si tratta di due figure professionali completamente diverse

Psicologo o psichiatra
Psicologo o psichiatra

In alcuni momenti ci rendiamo conto che da soli certe difficoltà non riusciamo proprio a superarle e abbiamo l’esigenza di rivolgerci a chi può darci una mano concreta per ripristinare il corretto andamento della nostra esistenza. Spesso, poi, l’aiuto che stiamo cercando è a livello prettamente mentale, specialmente in questo periodo di pandemia, dove disturbi quali la depressione e l’ansia sono aumentati notevolmente. Ma qui si può cadere in errore facilmente, confondendosi tra psichiatra e psicologo. Si tratta di due figure professionali completamente diverse, che agiscono sulla persona con metodologie e cure differenti. Quindi prima di rivolgersi a uno di loro bisogna avere bene in mente quale sia il problema da cui siamo affetti e, soprattutto, che differenze ci siano tra uno psicologo e uno psichiatra.

Chi è e cosa fa uno psicologo

Diciamo che, a differenza di quanto possiamo pensare, lo psicologo non è un medico, ma un professionista della salute, laureato in psicologia. E’ iscritto in un albo ufficiale e riconosciuto a livello nazionale a seguito del superamento di un esame di Stato. Solo a iscrizione avvenuta lo psicologo potrà esercitare regolarmente la professione. Uno degli aspetti chiave della psicoterapia è quello di aiutare la persona a raggiungere il proprio benessere, specialmente psichico, dato che l’esperto si focalizza soprattutto sul funzionamento della mente sotto tutti i suoi aspetti. Solitamente una cura data dallo psicologo non prevede in alcun modo l’uso di farmaci, ma si basa su percorso composto da alcune sedute che consistono in colloqui, tecniche di rilassamento, come il training autogeno, e consulenze. Insomma una cura basata sulla parola, efficace e senza uso di medicinali.

Chi è e cosa fa uno psichiatra

Lo psichiatra, invece, è un medico a tutti gli effetti, in quanto laureato in medicina con laurea specialistica conseguita in psichiatria. A differenza dello psicologo, che non può esercitare la professione medica, lo psichiatra può esercitare la psicoterapia, specialmente se ha conseguito il relativo titolo di studi. Anche per gli psichiatri è previsto, dopo la prima laurea in medicina, un esame di Stato per l’ammissione all’Ordine dei Medici, senza l’iscrizione al quale non potrà esercitare la professione. Essendo un medico, lo psichiatra può prescrivere cure basate sulla somministrazione dei medicinali.

Quando ci si può rivolgere a uno psicologo

Solitamente ci si rivolge a uno psicologo nel momento in cui la persona sente di attraversare un momento piuttosto complicato della propria vita, per superare il quale ha bisogno di mettere a nudo le proprie emozioni, paure e insicurezze raccontandosi a qualcuno che possa ascoltarlo e aiutarlo. Questo perché lo psicologo agisce soprattutto sulle aree cognitiva, affettiva e comportamentale del paziente, cosa che gli consente di trattare stati d’ansia o di disagio, depressioni in status iniziale o avanzato ma ancora gestibile, piuttosto che alterazioni repentine dell’umore. In questi casi è bene dunque rivolgersi ad un esperto: se si abita nella zona nord della Capitale, ad esempio, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo a Roma in zona viale Libia.

Quando ci si può rivolgere a uno psichiatra

Se si sceglie di affidarsi ad uno psichiatra è perché il disturbo dal quale è affetta la persona è piuttosto importante e non curabile solo con la psicoterapia. Che sia depressione in stato aggravato o problematiche alimentari, del sonno o dovute all’ansia, in tutti i casi il livello di disturbo è talmente elevato che non si può fare a meno di curarlo con la somministrazione di medicinali ad hoc. Questi avranno il compito di riportare in condizioni gestibili i disturbi psichici del paziente, che a quel punto potrà abbandonare progressivamente le medicine e intraprendere un percorso psicoterapeutico parallelo.

 
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