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24 Gennaio 2021

Pubblicato il

Cenerentola, una favola classica dal sapore sempre moderno

di Redazione

Quando i sogni son desideri di felicità

Una folla gremita di bambine strepitanti accompagnate da mamme sconsolate e papà ancor più afflitti: questa è la scena che si presenta all'entrata dei cinema in questi giorni in cui il film di punta è “Cenerentola”, per la regia di Kenneth Branagh.

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La storia, inutile dirlo, è quella che tutti conosciamo: la povera orfanella maltrattata che trova l'amore nel bel principe azzurro che la salverà da una vita di stenti. Ma vista l'ormai abituale moda di sconvolgere le favole classiche nella trasposizione cinematografica di molti registi d'oltreoceano, mi aspettavo qualche sicura “new Entry” all'interno della storia che ne avrebbe in parte sconvolto il senso.

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Così è capitato per le due versioni di Biancaneve, in cui la cattiva matrigna era interpretata rispettivamente da una svampita Julia Roberts e da una perfida Charlize Theron. Una Biancaneve guerriera che non si concede al principe preferendo ad esso addirittura il cacciatore o, nell'altra versione, una principessa emancipata che salverà il principe da un incantesimo dandogli il bacio del vero amore. Insomma delle principesse che del principe possono farne benissimo a meno, delle vere donne moderne che combattono in autonomia le proprie battaglie personali.

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Altro esempio è la storia de La Bella Addormentata nella trasposizione dal titolo “Maleficient”. Già il titolo la dice lunga sulla versione della storia la cui protagonista non è più una povera fanciulla colpita da una maledizione, ma la sprovveduta fata buona, per l'appunto Malefica, ferita da un amore traditore. E non sarà il bacio del vero amore tra il principe e la principessa a rompere l'incantesimo ma l'affetto delle due donne cresciuto nell'indifferenza di un uomo, padre della principessa e amante della fata. Donne moderne, ferite, che nella loro alleanza trovano la loro maggiore forza.

Con mio sommo piacere, invece, il regista, già famoso per le sue fedeli riproposizioni di Shakespeare, non apporta modifiche, non inserisce personali visioni. La storia del film è quella che, nel 1950, Walt Disney portò in versione animata nelle nostre case facendo sognare tante bambine. Ambientazione, costumi, personaggi: tutto rimanda alla versione originale. Ovviamente la sequenza maggiormente attesa è quella della fata madrina e la trasformazione di Cenerentola da cameriera a splendida principessa, il ballo con il principe, l'invidia delle sorellastre e la corsa a mezzanotte, la scarpetta persa durante la fuga. E, elemento fondamentale, una matrigna veramente tale, arsa dall'invidia e dalla perfidia che non si tramuterà in amabile madre ma resterà malvagia fino alla fine.

Quanto questa favole abbia il potere di coinvolgere lo dimostra l'attenzione che le bambine hanno avuto per tutta la durata del film e, benché la storia fosse ben nota e il finale abbastanza scontato, la scena finale si è conclusa con un sonoro applauso del pubblico in sala e una vistosa commozione sul viso dei presenti.

Insomma per quanto la modernità abbia portato noi donne a vivere una vita autonoma rendendoci sempre più forti ed emancipate, in cuor nostro sogniamo il principe azzurro e un lieto fine degno di una favola perché dopotutto sognare non ha età.

 
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