30 Luglio 2021

Pubblicato il

Orrore a Zuwara

Castelli di sabbia senza futuro per i corpi dei bambini sulle spiagge della Libia

di Massimo Benedetti

Il valore umano è stato definitivamente sopraffatto dal valore puramente oggettivo del nuovo Dio, il Dio denaro

Le immagini dei corpi riversi sulla spiaggia di Zuwara in Libia, molti dei quali di bambini, stanno facendo il giro del mondo. Corpi in alcuni casi appena riconoscibili sulla spiaggia che li copre con un leggero lenzuolo di sabbia come fosse l’unica a riconoscerne l’orrore. Corpi restituiti dal mare che per quanto enorme e maestoso sembra dire ” tanto dolore non può appartenermi”.

I corpi dei bambini sulle spiagge della Libia

Parliamo dell’ennesimo naufragio di emigranti che dall’Africa subsahariana risalgono il continente fino alle coste meridionali del mediterraneo. Persone in cerca poi di un possibile barcone pronto a trasportarli verso il sogno di una nuova vita.
Un meccanismo quello dei viaggi della speranza che conosciamo nei minimi dettagli, di cui sappiamo rotte, costi e clan mafiosi che ne tengono le redini. Conosciamo tutto di questo fenomeno, fino addirittura come Europa, a contrattare con chi lo gestisce.

Sì, perché proprio con l’attuale governance libica i nostri ministri hanno barattato aiuti economici o qualche barile di petrolio in più negli ultimi mesi pur di contrastare le partenze di clandestini.

Sì perché è con le stesse autorità libiche -che hanno il monopolio dei centri di accoglienza dentro i quali avvengono le violazioni dei più basilari diritti umani- che l’Europa si siede ai tavoli per trattare la sicurezza delle nostre imprese di estrazione di gas e petrolio in quei territori.

E allora il mare ha sbagliato riva. Avrebbe dovuto far gioco forza con le sue correnti per depositarne anche sulle nostre spiagge, come già in passato è accaduto. Li proprio dove i nostri figli costruiscono castelli di sabbia e no lenzuola fine per coprire piccoli corpi indifesi.

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Il valore umano piegato al Dio denaro

Ci pensa la sabbia a velare tutta l’ipocrisia dell’uomo, ci pensa un’onda a restituire tutto il marcio che ancora una volta si nasconde dietro speculazioni puramente economiche. Dietro l’onda una contrattazione industriale che si rifà a leggi di mercato per le quali si è disposti a tutto. Anche a soprassedere a quello che sta avvenendo nel mediterraneo.

E quando difronte a certe immagini il risentimento è appena accennato, significa che il valore umano è stato definitivamente sopraffatto dal valore puramente oggettivo del nuovo Dio, il Dio denaro per il quale ogni cosa è concessa, anche la guerra.

Ogni secchiello che i nostri bimbi gireranno quest’estate sui bagnasciuga non sarà la torre di un castello di sabbia, ma solo un monumento al ricordo di un sogno infranto.
Facciamolo presente a loro, e a noi stessi.

 
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