L’Ippodromo delle Capannelle torna a correre. Da oggi, venerdì 4 settembre, riprendono le gare nello storico impianto romano dopo mesi segnati da lavori, incertezze e dal rischio concreto di chiusura. La riapertura rappresenta un passaggio importante non soltanto per il mondo dell’ippica, ma anche per Roma, che recupera uno dei suoi luoghi sportivi più conosciuti dopo il fallimento della precedente gestione e un debito accumulato verso l’Amministrazione capitolina superiore ai 20 milioni di euro.
Capannelle torna operativa dopo mesi di lavori
La ripartenza è il risultato della collaborazione tra Roma Capitale e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che negli ultimi mesi hanno lavorato per evitare la definitiva chiusura dell’impianto e garantire la continuità delle attività ippiche nella Capitale.
Il Ministero ha riconosciuto Capannelle come “ippodromo istituzionale”, una qualifica che ha consentito di attivare facilitazioni e risorse necessarie alla riapertura. Il Masaf ha inoltre finanziato l’acquisto delle gabbie di partenza e dell’autostart, strumenti indispensabili per lo svolgimento delle competizioni.
A sostenere il rilancio contribuisce anche uno stanziamento da un milione di euro destinato all’impianto.
Il ministro Francesco Lollobrigida ha definito la riapertura «un bell’esempio di collaborazione istituzionale» e ha sottolineato come l’obiettivo sia restituire agli ippodromi una funzione più ampia, capace di coinvolgere appassionati e famiglie e di rafforzarne il ruolo nella vita delle città.
Zètema prende in mano Capannelle e garantisce 85 posti di lavoro
Uno degli elementi più rilevanti della nuova fase riguarda la gestione temporanea dell’ippodromo, affidata da Roma Capitale a Zètema Progetto Cultura.
La società in house del Campidoglio ha assunto il compito di riportare in funzione l’impianto con il supporto del Dipartimento e dell’Assessorato allo Sport, occupandosi anche della continuità delle professionalità che da anni lavorano all’interno di Capannelle.
Attraverso le procedure attivate da Zètema sono state assunte a tempo determinato 85 persone. Si tratta di lavoratori impegnati nelle attività tecniche, nella manutenzione delle piste e delle scuderie, nei servizi amministrativi, nell’accoglienza, nella vigilanza e nell’assistenza al pubblico.
Un passaggio tutt’altro che secondario, considerando che una parte del personale era finita in cassa integrazione durante la fase di crisi dell’ippodromo.
L’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato ha rivendicato il risultato parlando di una «corsa contro il tempo incredibile» e sottolineando come la riapertura abbia permesso di garantire continuità occupazionale.
Le piste rifatte e oltre 130 ettari da recuperare
Capannelle occupa un’area di oltre 130 ettari e il lavoro necessario per riportarla nelle condizioni indispensabili per ospitare nuovamente le corse è stato consistente.
Sulla pista in erba sono stati seminati 81 mila metri quadrati, mentre fertilizzazione, tagli e lavorazioni specialistiche hanno interessato complessivamente più di 126 mila metri quadrati.
Sulla pista in sabbia sono stati invece distribuiti oltre 2.300 metri cubi di nuovo materiale. Anche la pista del trotto è stata rinnovata e sottoposta alle verifiche tecniche necessarie prima della ripresa delle gare.
Gli interventi non si sono limitati alle piste. Sono partiti lavori sugli edifici e sugli spazi comuni dell’ippodromo e altre attività di riqualificazione proseguiranno nelle prossime settimane, cercando di conciliare il cantiere con il regolare svolgimento delle corse.
Gualtieri: “Capannelle appartiene alla storia sportiva di Roma”
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito la ripartenza «un risultato importante per Roma e per tutto il mondo dell’ippica», ricordando come l’Amministrazione abbia scelto di assumersi la responsabilità di salvaguardare l’impianto in una fase particolarmente delicata.
«Adesso proseguiamo il lavoro per completarne la riqualificazione e rilanciare pienamente un luogo che appartiene alla storia sportiva e alla memoria di Roma», ha dichiarato il sindaco.
La questione centrale resta quella di trasformare questa riapertura in una soluzione stabile, capace di evitare il ripetersi delle criticità maturate nel corso degli anni.
La precedente gestione aveva infatti accumulato oltre 20 milioni di euro di debiti nei confronti di Roma Capitale, una situazione che aveva progressivamente compromesso il futuro dell’impianto e reso concreto il rischio di chiusura.
A settembre nove giornate di galoppo e otto di trotto
Con la riapertura torna anche un calendario fitto di appuntamenti.
Nel mese di settembre sono previste nove giornate di galoppo e otto di trotto, alle quali seguiranno ulteriori competizioni fino alla fine dell’anno.
La ripresa interessa direttamente un settore che coinvolge numerose professionalità: allevatori, proprietari, allenatori, fantini, tecnici e lavoratori che ruotano intorno alle attività dell’ippodromo.
Il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra ha ricordato che la nuova classificazione degli ippodromi italiani ha permesso di riconoscere a Capannelle una specifica rilevanza istituzionale, proprio per il ruolo che lo storico impianto romano ha avuto e continua ad avere nel panorama dell’ippica nazionale.
Il 20 settembre Capannelle celebra cento anni
La data più importante della nuova stagione è già fissata per domenica 20 settembre, quando Capannelle celebrerà il proprio Centenario.
La giornata ricorderà i cento anni dall’inaugurazione, avvenuta nel 1926, della tribuna progettata dall’architetto Paolo Vietti Violi.
Saranno presenti istituzioni, operatori del settore, lavoratori e pubblico, in una giornata che avrà anche il compito di presentare le prossime tappe del percorso di rilancio.
Per Roma sarà un appuntamento particolarmente significativo: un secolo di storia celebrato pochi giorni dopo una riapertura che soltanto alcuni mesi fa appariva tutt’altro che scontata.
Capannelle torna quindi a essere un luogo vivo della città, ma la ripresa delle corse rappresenta soltanto l’inizio. La vera verifica arriverà nei prossimi mesi, quando Roma Capitale dovrà trasformare il salvataggio dell’impianto in una gestione stabile, sostenibile e capace di restituire all’ippodromo un ruolo centrale nello sport e nella vita urbana della Capitale.