Orari di ingresso molto più flessibili, buoni pasto riconosciuti anche quando si lavora da casa, circa 250 euro all’anno di welfare e progressioni economiche che potranno essere effettuate ogni anno. Sono alcune delle novità più concrete del nuovo Contratto Collettivo Integrativo di Roma Capitale, sul quale amministrazione e organizzazioni sindacali hanno raggiunto e firmato la preintesa. L’accordo dovrebbe entrare in vigore entro circa un mese e riguarderà direttamente l’organizzazione quotidiana e il trattamento economico dei dipendenti capitolini.
La nuova intesa mantiene gran parte della struttura del precedente contratto ma interviene su alcuni dei temi che incidono maggiormente sulla vita di chi lavora negli uffici, nei servizi, nelle scuole e nelle altre strutture del Comune.
A Roma ingresso al lavoro più flessibile per i dipendenti comunali
La novità che potrebbe modificare maggiormente l’organizzazione delle giornate riguarda gli orari.
Il nuovo contratto estende la flessibilità a tutti i dipendenti e individua tre fasce di riferimento per l’ingresso: le 8, le 9 e le 10.
La fascia applicata sarà stabilita dai responsabili dei servizi sulla base delle necessità dei singoli uffici. Intorno a quell’orario, però, ogni lavoratore potrà beneficiare di un margine molto più ampio di quello attuale: un’ora prima e un’ora dopo.
Chi avrà come riferimento le 9 potrà quindi iniziare, ad esempio, dalle 8 alle 10. Chi avrà come riferimento le 10 potrà entrare dalle 9 alle 11.
Non cambia naturalmente la quantità complessiva di ore da lavorare. Un ingresso posticipato determinerà semplicemente un’uscita altrettanto posticipata.
Rispetto all’attuale sistema, nel quale per buona parte del personale la flessibilità si limita generalmente a circa mezz’ora, il cambiamento è rilevante soprattutto in una città come Roma, dove i tempi necessari per raggiungere il posto di lavoro possono variare considerevolmente in relazione al traffico e al funzionamento del trasporto pubblico.
Buono pasto anche lavorando da casa
L’altra novità destinata a interessare immediatamente molti lavoratori riguarda lo smart working.
Il buono pasto verrà riconosciuto anche durante le giornate di lavoro agile, purché il dipendente svolga un orario che, se fosse stato presente in ufficio, gli avrebbe consentito di maturare il beneficio.
La soglia indicata è quella delle 7 ore e 42 minuti, comprendendo la mezz’ora di pausa.
Il nuovo sistema supera quindi la differenza esistente fra lavoro in presenza e lavoro agile per quanto riguarda uno degli elementi accessori della retribuzione maggiormente percepiti nella vita quotidiana dei dipendenti.
Circa 250 euro netti per trasporti, figli, previdenza e formazione
Un capitolo consistente dell’accordo riguarda il welfare.
Roma Capitale destinerà 5 milioni e 750mila euro del fondo a interventi di natura assistenziale e sociale. La previsione è quella di mettere a disposizione di ogni dipendente circa 250 euro l’anno da utilizzare attraverso rimborsi relativi a diverse categorie di spesa.
Fra quelle indicate rientrano gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, le spese per la previdenza, l’educazione dei figli e la formazione.
La modalità scelta consente inoltre un vantaggio fiscale. Se le stesse somme venissero riconosciute direttamente in busta paga sarebbero soggette alle normali trattenute fiscali e previdenziali. Attraverso il sistema di welfare previsto dall’accordo il valore riconosciuto può invece essere utilizzato integralmente.
Il salario accessorio sale oltre quota 210 milioni
Aumentano anche le risorse complessive.
Il fondo per il salario accessorio passa dai 205 milioni previsti dal precedente contratto a oltre 210 milioni grazie a un’integrazione superiore a 5 milioni di euro finanziata dall’amministrazione capitolina.
Contemporaneamente viene aumentata la componente stabile del fondo, rendendo maggiormente strutturali le risorse disponibili rispetto alla parte variabile, potenzialmente condizionata dalle disponibilità economiche dei diversi esercizi finanziari.
Il tema interessa direttamente premi, indennità e altre componenti economiche collegate al contratto decentrato dei dipendenti comunali.
Progressioni economiche previste ogni anno
Nella preintesa viene inserito anche il principio dell’annualità per le Progressioni Economiche Orizzontali.
Significa che le procedure potranno essere attivate annualmente, purché le risorse finanziarie dell’amministrazione lo consentano.
L’obiettivo è rendere più regolare il percorso di riconoscimento della crescita professionale ed economica dei lavoratori, evitando lunghi intervalli tra una progressione e quella successiva.
Buoni pasto anche per educatrici e insegnanti
Novità anche per il personale scolastico di Roma Capitale.
Insegnanti ed educatrici potranno beneficiare dei buoni pasto alle stesse condizioni generali previste per gli altri dipendenti, ma attraverso modalità compatibili con l’organizzazione degli istituti e con gli obblighi di vigilanza sui bambini.
La gestione della pausa potrà quindi essere adattata alle caratteristiche del servizio e, in alcuni casi, essere collocata al termine dell’attività lavorativa.
Per i coordinatori pedagogici degli asili nido viene inoltre introdotta un’indennità specifica legata alle condizioni di lavoro.
Più tutele economiche per chi lavora nei servizi sociali
Il contratto interviene anche sulle indennità riconosciute ai dipendenti che operano nei servizi sociali e ricoprono incarichi con particolari responsabilità.
L’indennità relativa alle condizioni di lavoro viene portata al massimo previsto dal contratto nazionale per alcune categorie, comprese quelle impegnate nelle funzioni di tutela dei minori o nominate amministratori di sostegno.
Per la Polizia Locale viene invece ripristinato il valore pro capite della previdenza complementare, riallineandolo a quanto previsto nel 2017.
Gualtieri: “Migliorare condizioni di lavoro e di vita”
Il sindaco Roberto Gualtieri ha accolto positivamente l’intesa sottoscritta con le organizzazioni sindacali.
«Con questo accordo portiamo avanti il nostro lavoro per valorizzare la professionalità dei dipendenti capitolini e per venire incontro alle loro necessità con l’obiettivo di migliorarne condizioni di lavoro e di vita», ha dichiarato il primo cittadino.
La preintesa dovrà ora completare i passaggi necessari prima dell’applicazione definitiva. Se il calendario indicato verrà rispettato, nel giro di circa un mese migliaia di dipendenti di Roma Capitale potrebbero quindi iniziare a lavorare con nuove regole su orari, welfare, buoni pasto, progressioni economiche e indennità.
Un cambiamento che riguarda direttamente il personale, ma indirettamente anche la città: organizzazione degli uffici, qualità delle condizioni di lavoro e capacità dell’amministrazione di trattenere e valorizzare professionalità sono infatti elementi che incidono anche sul funzionamento dei servizi offerti ogni giorno ai romani.