18 Settembre 2021

Pubblicato il

Campi rom a Roma, Associazione 21 Luglio contro Leroy Merlin

di Redazione
Sembra che il colosso francese sia coinvolto in un nuovo campo nomadi a Roma

Secondo l’associazione 21 Luglio, i campi nomadi sono "luoghi di sospensione dei diritti umani, che rendono impossibile l'inclusione sociale, che creano disagi al resto della cittadinanza e che alimentano nella pubblica opinione un clima di ostilità verso le comunità Rom. L'unica soluzione percorribile è dunque quella di superare i campi Rom, come prevede la Strategia nazionale d'inclusione dei Rom redatta dal governo italiano nel 2012".

È per questo che l’Associazione 21 Luglio, organizzazione no profit iscritta al registro dell’UNAR e impegnata nella promozione dei diritti delle comunità rom e sinti in Italia, ha lanciato una campagna mediatica contro il colosso francese del bricolage Leroy Merlin, la cui filiale italiana sarebbe coinvolta nel progetto di costruzione di un nuovo campo nomadi a Roma.

Precisamente, secondo quanto emerge dal rapporto redatto dalla stessa associazione, sembra che la multinazionale francese abbia proposto al sindaco Marino, all’inizio del suo mandato, di farsi carico della costruzione di un nuovo campo rom in località La Barbuta, a Roma, dove ne sorge già un altro costato al Comune di Roma circa 10 milioni di euro.

Il progetto, che prevede la costruzione di un megastore e di un nuovo campo che ospiterebbe circa 400 rom, sarebbe da realizzarsi in associazione temporanea di impresa tra Leroy Merlin Italia e la Onlus Comunità di Capodarco di Roma, con un investimento di circa 11 milioni e mezzo di euro, interamente a carico di Leroy Merlin Italia. “A fronte di questa spesa Leroy Merlin riceverebbe una concessione di 99 anni sul terreno in cui sorge oggi il campo nomadi di La Barbuta per istallarci così le proprie attività commerciali” è quanto si legge nel comunicato dell’associazione 21 Luglio.
 
Quello che viene contestato al Comune di Roma e a Leroy Merlin è l’assurdità di questo progetto che va palesemente contro le direttive comunitarie e la Strategia Nazionale d'inclusione dei rom redatta dal Governo italiano nel 2012. E infatti le autorità italiane, sempre secondo l’associazione, sarebbero state già avvertite da una lettera della Direzione Generale Giustizia della Commissione Europea in cui "la Commissione si riserva di decidere di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia inviando una lettera di messa in mora per violazione della direttiva 2000/43/CE". 

Il sistema dei campi rom è infatti contrario alla strategia di inclusione delle popolazioni rom e sinti elaborata dalla Commissione Europea, e che impegna tutti gli Stati membri, “ma il Comune di Roma sembra voler continuare con una politica che rafforza il sistema campi, spiega in un comunicato l'associazione, programmandone la progettazione e la costruzione di nuovi. Proprio nel sito La Barbuta, indicato dall'Europa come lesivo dei diritti fondamentali dei rom, potrebbe vedersi quindi realizzata la costruzione di un nuovo campo per soli rom che sostituirebbe quello esistente oggi".

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L’associazione 21 Luglio ha così lanciato una campagna di mobilitazione contro l’ipotesi di un "nuovo ghetto", sostitutivo del precedente, invitando il web a inviare una mail alla multinazionale "per chiederle di non sporcarsi la faccia e di non farsi coinvolgere nella creazione dell’ennesimo ghetto per Rom a Roma", nella speranza che Leroy Merlin ritiri il progetto. 

 
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