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02 Ottobre 2020

Pubblicato il

Beppe Grillo alla conquista del Circo Massimo di Roma

di Redazione

L'autorizzazione per la manifestazione al Circo Massimo tarda ad arrivare ma Beppe Grillo non si arrende

Si chiama Italia 5 Stelle, ed è la prima festa nazionale del Movimento Cinque Stelle Roma. Luogo prescelto: Circo Massimo, dal 10 al 12 Ottobre 2014. Ma dal Campidoglio e dal Mibac l’autorizzazione tarda ad arrivare.

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Questo però non spaventa Beppe Grillo che annuncia: “Noi Italia 5 Stelle la faremo” – dichiara dopo un lungo excursus sulla trafila per avere i permessi. Una manifestazione che si terrà lo stesso – autorizzazioni o no – “pacifica, ma un po’ incazzata” – tuona ancora il leader del Movimento Cinque Stelle.

Proprio sul sito di Beppe Grillo, si legge che per Italia a 5 Stelle – “una tre giorni insieme di incontri tra i duemila eletti del M5S in tutta Italia e in Europa e cittadini e simpatizzanti, da venerdì 10 a domenica 12 ottobre – i grillini hanno iniziato per tempo, dal “1 Luglio, la trafila dei permessi al Circo Massimo a Roma seguendo ogni passo burocratico nel massimo rispetto delle procedure e delle regole”.

“Peccato che tra il dire ed il fare ci siano di mezzo il Comune di Roma ed il Ministero per i Beni e Attività Culturali, nelle persone del ‘Direttore della «promozione, pianificazione strategica e coordinamento attuativo di progetti speciali, per lo sviluppo e la valorizzazione della città di Roma e delle sue risorse»’ – si legge ancora – il camaleontico Maurizio Pucci, ex ad di Musica per Roma, ex sovrintendente alle grandi opere come l’apertura dell’Auditorium di Renzo Piano, ex direttore dei cantieri del Giubileo che ora torna con un ingaggio da 115 mila euro. Un uomo che costa ai cittadini romani (e italiani che ogni volta sono costretti a mettere mano al portafogli per ripianare i buchi di Roma Capitale) bei soldini e la cui nomina è già stata inserita in due fascicoli di inchiesta, uno della Corte dei Conti ed uno della Procura della Repubblica. E nella persona dell’Architetto Federica Galloni, Responsabile della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la donna la cui firma tutto può. Tristemente molto nota ai cittadini romani ed ai comitati che si occupano di tutela del territorio e dell’Agro Romano”.

Ciò che Grillo lamenta sul suo sito, è che “il Comune di Roma e il MIBAC, che negli anni hanno autorizzato al Circo Massimo un po’ di tutto nonostante il solito parere contrario della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma”, il 31 Luglio hanno inviato una “secca risposta: la manifestazione è troppo importante, l’allestimento troppo grande per questa area. Se volete, Italia 5 Stelle la fate altrove, forse”. “Perché noi – continua Grillo – siamo il Movimento 5 Stelle e non abbiamo corsie preferenziali come tutti i partiti o sindacati che negli anni ci hanno organizzato di tutto o come i Rolling Stones che hanno pagato profumatamente l’occupazione suolo pubblico ed in più erano un ‘sogno da ragazzo’ di Marino. Noi siamo quelli che in due eventi a San Giovanni con folle oceaniche hanno lasciato la piazza più pulita di quando l’avevano presa in consegna, noi siamo quelli che vanno alle manifestazioni con la famiglia perché il cambiamento culturale è l’aria che si respira quando ci muoviamo per i nostri diritti. A noi, proprio a noi, viene negato Circo Massimo con una risposta pretestuosa che ci fa immediatamente capire che NESSUNO dei soggetti coinvolti (né la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma, né il profumatamente pagato Direttore Pucci, né il povero Vice Capo Gabinetto Vastola che ha firmato il primo foglio che gli hanno messo sotto il naso) abbia minimamente visionato il progetto dell’allestimento e soprattutto compreso la tipologia di manifestazione che vogliamo fare. Ci danno un riferimento ad un’ignota area consentita e ad una sconosciuta scheda tecnica che prevede massimo 15 gazebo piazzati in tutto Circo Massimo”.

“Alla nostra ferma richiesta di spiegazioni sulle motivazioni del diniego e soprattutto sui riferimenti di legge, decreti, regolamenti, delibere etc che lo hanno causato, o se la scelta di concedere Circo Massimo o meno sia discrezionale in base al colore politico o al portafogli del richiedente, abbiamo creato il panico in Comune e siamo stati celermente ricevuti e rassicurati che con qualche piccola modifica (che abbiamo prontamente apportato) ci avrebbero rilasciato il permesso per l’area”.

Però il tempo è passato, un altro mese è trascorso “e la risposta definitiva ci viene posticipata giorno per giorno, sempre infiocchettata con belle parole di rassicurazione. In pratica è un no, avere l’autorizzazione pochi giorni prima non ci consentirebbe di organizzarla e loro lo sanno benissimo. Prima l’ultima settimana di agosto, poi il 26, poi il 27. Adesso la prossima data indicataci è lunedì 1 settembre. Ma sapete cosa? Noi Italia 5 Stelle la faremo. Con il permesso del Comune di Roma così come l’avevamo pensata a Circo Massimo o senza permesso in una pacifica adunata di liberi cittadini. Pacifica ma un po’ incazzata. Perché noi siamo gandhiani ma non coglioni”.

IL CAMPIDOGLIO RISPONDE. “Il Circo Massimo è un’area sottoposta a vincoli archeologici e senza l’ok del tavolo tecnico è impossibile il via libera alla manifestazione” – è questa la risposta secca del Campidoglio. Anche se poi, dagli scranni di Palazzo Senatorio, si tenta di alleggerire il colpo e si promette una nuova riunione del Tavolo Tecnico in cui discutere il progetto di manifestazione rivisto e corretto.

“Per organizzare manifestazioni in aree sottoposte a vincoli archeologici, come il Circo Massimo, è necessario il parere vincolante di un Tavolo Tecnico, a cui spetta il compito di decidere se l’evento per cui è stata avanzata la richiesta sia compatibile con le caratteristiche del sito scelto” – continuano dal Campidoglio in una nota, nella quale si spiega che al “Tavolo siedono: la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, la Sovrintendenza capitolina, il I Municipio e il Gabinetto del sindaco”. Quindi: “In assenza di un parere positivo del Tavolo Tecnico, nessuna delle parti coinvolte può procedere autonomamente al rilascio dell’autorizzazione per ogni sorta di evento, pena la denuncia all’Autorità Giudiziaria”. 

 
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