24 Luglio 2021

Pubblicato il

Arte: Mani che vedono, che creano. Louis Braille e i suoi epigoni

di Fabio Vergovich

La mano nell'evoluzione dell'Homo sapiens è il fattore fondamentale e distintivo rispetto a tutti gli altri esseri viventi

La mano nell'evoluzione dell'Homo sapiens è il fattore fondamentale e distintivo rispetto a tutti gli altri esseri viventi. E' questa stessa mano sapiente che diviene protagonista quando una persona perde l'uso della vista. La connessione tra mano e cervello è così raffinata da riuscire ad ovviare, anche se all'inizio non senza sforzo, sia alle esigenze di apprendimento che a quelle creative, a volte in modo sorprendente. "Mano sapiens" è un gruppo di sei scultrici non vedenti, nato recentemente con l'intento di sperimentare pienamente questa straordinaria capacità delle mani nel restituirci il mondo che ci circonda attraverso il semplice tocco: Antonella Bretschneider, Mariangela Cellamare, Lucilla D'Antilio, Rosella Frittelli e Clementina Penna.

L'arte è il loro campo di sperimentazione, dopo essere stati fruitori, attraverso i percorsi accessibili – tattili nei musei, come quelli proposti da anni dall'Associazione di Volontariato Museum, ora hanno iniziato un dialogo virtuoso con la creatività che darà loro l'opportunità di esplorare modi nuovi e originali di modellare opere sia visive che percettive tattili. "Vogliamo condividere con tutti coloro che hanno la curiosità di esplorare questa insolita via espressiva che erroneamente si è sempre pensata preclusa ai non vedenti". Le loro sculture sono in mostra fino al 29 febbraio 2016 nei Musei Capitolini, presso l'area espositiva nel Tempio di Giove. "Louis Braille e i suoi epigoni.

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Dal buio…alla luce della cultura", è il titolo dell'esposizione curata dall'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus, dove si ripercorre in sintesi, l'evoluzione dei sussidi per non vedenti, dagli iniziali tentativi di costruzione delle tavolette per la scrittura, alla comparsa delle macchine da scrivere in codice braille (tavoletta galimberti, ballù, tavoletta braille, dattilobraille, cubaritmo e cubalgebrica,dattiloritmica, termoform, cuscinetto, piano in feltro, piano in velcro, piano in gomma). L'informatica e l'avvento del computer hanno consentito le meraviglie della barra braille che permette la gestione del computer stesso e la lettura immediata di documenti di testo, nonché la loro più rapida produzione mediante stampante braille.

Le sculture esposte nella mostra, create dalle scultrici di "Mano sapiens", dimostrano che "la loro non è più una disabilità, bensì un'altra abilità", come ci ha riferito Lucilla D'Antilo, per anni insegnante all'Istituto d'Arte a Roma, prima di perdere progressivamente la vista fino alla cecità. Dopo un programma riabilitativo, ha partecipato a diverse iniziative artistiche formative con diversi artisti. "Tutte queste esperienze mi hanno fatto comprendere che esprimermi attraverso creazioni artistiche era ancora possibile per me". Lucilla lancia un messaggio: "Non vogliamo essere conosciuti perché siamo degli scultori non vedenti che fanno delle sculture, ma vorremmo essere conosciuti perché usiamo le mani in un modo speciale, non vogliamo mostrare di avere una cosa in meno, ma di riuscire a fare queste opere perché abbiamo una abilità in più".

Musei Capitolini. Area espositiva presso il Tempio di Giove dal 18 al 29 Febbraio 2016

 
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