09 Marzo 2021

Pubblicato il

Argentina, Mercedes Sosa, amava farsi chiamare “La Negra”

di Redazione

Un percorso umano non certo facile, ma soprattutto il canto vissuto come strumento di comunicazione e di battaglia politica

Amava farsi chiamare La Negra, perché era sempre dalla parte degli ultimi e con rara coerenza per un’artista ha usato la sua arte sempre come strumento di lotta a favore del popolo. Il suo destino era racchiuso nella sua voce ed è questa la chiave l'autore e regista Pino Ammendola ha usato per raccontare l’indimenticabile Mercedes Sosa in un suggestivo spettacolo di teatro-musica che vedrà in scena, sabato 23 gennaio presso la Villa Guglielmi di Fiumicino (RM) va in scena “Todo cambia”, l'attrice e cantante Maria Letizia Gorga accompagnata dal vivo dai musicisti Stefano De Meo al pianoforte e Pino Iodice alla chitarra. La parabola umana di una donna nata poverissima eppure dotata della ricchezza più grande: l’amore per la vita e il desiderio di battersi contro l’ingiustizia.

Un percorso umano non certo facile, ma soprattutto il canto vissuto come strumento di comunicazione e di battaglia politica. Il racconto, come negli altri testi dell’autore, si lega in una partitura ininterrotta alle canzoni, inseguendo questa duplice e mai disgiunta realtà di donna e di artista. Si scoprono i segreti di un’anima tormentata che, dietro la sua inguaribile voglia di lottare per il bene degli altri, nasconde un senso profondo di solitudine e di dolore. Dolore che diventa dramma per un esilio inflitto da un regime totalitario che ha procurato alla sua patria, la martoriata Argentina, oltre 30 mila vittime e che l’ha resa testimone internazionale della silenziosa battaglia della Madri di Plaza de Mayo. Mercedes, come tutti i grandi che se ne vanno, ha lasciato un vuoto incolmabile. Ma ci ha lasciato anche un messaggio: “Todo cambia” tutto cambia, proprio quando pensiamo che nulla cambierà. Attraverso la voce di Maria Letizia Gorga, lo spettacolo – a seguito anche di un Cd con un'antologia delle migliori canzoni della Sosa, uscito pochi mesi fa ed interpretato dagli stessi artisti – vuole rinnovare nei nostri tempi bui questo grido di speranza e di amore per la vita.

Villa Guglielmi Via di Villa Guglielmi – 00054 – Fiumicino (RM)

HANNO DETTO DELLO SPETTACOLO:

Ieratica, elegante, ammantata di lunghissimi capelli scuri, compare nerovestita sullo sfondo nero del teatro Lo Spazio, sul volto dipinta una sofferta immagine che anticipa il personaggio che si appresta a raccontare  scavando in una vita ricca e dolente,  motivata sempre da scelte coraggiose. Mano a mano la sua voce possente, così in contrasto con il fisico etereo, suscita echi negli spazi della Sala, e reincarna Mercedes Sosa, la grande cantora argentina del popolo e del dolore, della denunzia e della lotta per il riconoscimento dei diritti umani e civili nello spettacolo “TodoCambia”. Così, Maria Letizia Gorga diventa Mercedes, la Negra, perché così la chiamavano.  Con lei nasce in una famiglia povera a San Miguel de Tucumán il 9 luglio del 1935, nasce con un cammino pre-tracciato, quello di diventare simbolo della sua terra, quella terra dove per troppi la ricchezza è tutta concentrata nelle danze e nei canti popolari, autentica eredità sincretica che unisce in un unicum il retaggio indio con l’apporto della cultura europea coloniale e quello africano con le massicce intromissioni di schiavi.A
Franzina Ancona, “Attualità”

L’omaggio  che   Pino  Ammendola  fa   alla  cantante  è anche  un  omaggio  alla  donna,  alla  combattente  che non  si  è  arresa  alla vita  e  che  ha  sempre   continuato   a cercare  il  cambiamento  non  solo  per  sé,  ma  anche  per  la sua gente, nonostante le grandi sofferenze personali. (…) Impareggiabile   ne  è  poi  l’interpretazione   di  Maria  Letizia Gorga, con la sua voce bellissima,  che incanta  e fa sognare e  sul palco diviene l’anima che  cattura l’anima stessa di Mercedes Sosa,  che  trascina in scena insieme a lei. Incanta  con  la sua  interpretazione,  portandoti  a  vivere  in prima  persona  le  gioie,  le  speranze,  la  lotta  sociale  di  una delle eroine della storia attuale.  L’interpretazione  ti cattura, ti strega  fino alla fine portando  l’unico  sentimento,  l’amore, al  di  sopra  di  ogni  altra  cosa.  Non si  può   non   esserne catturati, dalle parole e  dal ritmo delle canzoni, come dall’interpretazione e  dalla voce dell’artista in scena. Per questo meritatissimi gli applausi spontanei e finali, ad un’artista che mostra così alte capacità di interpretazione e coinvolgimento. Un applauso, quello finale, che ne vuole festeggiare anche l’ottima riuscita di uno spettacolo davvero “mozzafiato”.
Nel piccolo teatro gremito di gente, per una sera, tutti gli spettatori,   anche  se  per  poco  meno  di  due  ore,  si  sono sentiti  coraggiosi,  intrepidi  e  pieni  di  speranza  come  lo  è stata  Mercedes  Sosa  nella  sua  vita,  grazie  a  Maria  LetiziaGorga.
Teresa Corrado, “Cultur Social Art”
 

 

 
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