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15 Gennaio 2021

Pubblicato il

Roma, al Grassi di Ostia il presidio della Polizia è inattivo

di Redazione

Un video mette in luce le criticità del nosocomio di Ostia

Avevamo segnalato, qualche giorno fa, le criticità che affliggono l’ospedale Grassi di Ostia. Tra queste, il sovraffollamento del Pronto Soccorso, problema che riguarda molti nosocomi di Roma e della Regione Lazio. 

“L’analisi dei dati del pronto soccorso dell’ospedale Grassi è preoccupante per l’aggravarsi della situazione: tra il 1 e il 23 gennaio di quest’anno si sono registrati 3502 accessi, di cui 166 in codice rosso, 1039 in giallo e 2174 in quello verde. Ciò che però preoccupa sono i tempi medi di permanenza che salgono per il codice rosso da 622 (del 2013) a 835 minuti (periodo 1-23 gennaio 2014), per il giallo da 523 a 621 minuti, per il verde da 205 a 229 minuti, infine per il bianco da 284 a 328 minuti. Il presidio ospedaliero Grassi di Ostia, si caratterizza per un’area di ricettività ed un bacino d’utenza molto ampio, stimato in oltre 500 mila persone che durante l’estate si triplica. I dati che provengono dalla Asl Roma D sono sconcertanti e confermano l’emergenza dei pronto soccorso nella Regione Lazio” – aveva dichiarato il consigliere regionale Fabrizio Santori, nel rendere nota la risposta della Asl sugli accessi al Pronto Soccorso del Grassi nel mese di gennaio e sui tempi medi di permanenza registrati rispetto al 2013, a seguito della 19esima tappa del tour della sanità malata, effettuata proprio al Grassi di Ostia.

Tra gli altri problemi resi noti dal consigliere Santori, messi poi nero su bianco in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, anche la mancanza di riscaldamento dei locali del nosocomio: “Secondo notizie emerse dalla stampa, sembrerebbe che nel Pronto Soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia non sia attivo alcun tipo di riscaldamento dei locali – si legge nel testo dell’interrogazione – Molti pazienti, in virtù delle temperature notturne piuttosto rigide di questi giorni, sono costretti ad attendere in macchina a motore acceso il proprio turno; Diversi locali dell’ospedale risulterebbero fortemente degradati; La sala d’attesa risulterebbe di dimensioni inadeguate, con solo una decina di sedie, a fronte di circa duecento pazienti al giorno”.

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Ebbene, il problema del riscaldamento dei locali del Pronto Soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia è stato risolto. Al momento i locali sono riscaldati e i pazienti non sono costretti ad aspettare in macchina per ripararsi dal freddo. 

Ma quel che emerge da un video registrato in occasione della 19esima tappa del tour è ancora più preoccupante. Il video, che ci è stato inviato da Stefano Barone, del sindacato Nursind, evidenzia la difficoltà per quelli che vengono definiti “pedoni” (Accettazione pedoni, ndr) di giungere all’ingresso del Pronto Soccorso, raggiungibile per il tramite di una stradina laterale e non direttamente attraversando la strada. Strano a dirsi per un ospedale costruito negli anni ’80, quando la viabilità era più o meno la stessa di oggi. 

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Ma c’è dell’altro. Dal video emerge chiaramente un altro dato preoccupante: il presidio della Polizia all’interno del nosocomio è chiuso. Nel video si tenta di aprire la porta, che però è chiusa. A chi chiede se il presidio della Polizia sia attivo, si risponde: “Se non c’è stamattina, probabile che arrivi pomeriggio”, facendo intendere che non ci sono orari prestabiliti per il servizio. Il tutto, con ogni probabilità, a discapito dei pazienti stessi e di tutti gli operatori sanitari.
Dubbio non infondato, dal momento che, come ci conferma lo stesso Barone, “l’ultima aggressione ha visto una collega riportare una frattura dell’etmoide con la conseguenza di 25 giorni di prognosi, a causa di un pugno”.

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