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29 Novembre 2021

Pubblicato il

Conflitti d'interesse

AIM, la Borsa Parallela. Le ombre di un sistema di cui non si parla

di Antonio Augello
Forse per la prima volta, una televisione nazionale ha parlato, sfiorando solo l’argomento, dell’esistenza di una "Borsa parallela”, la AIM
Aim, Borsa italiana
Aim, Borsa italiana

Forse per la prima volta, una televisione nazionale, La7, nella trasmissione Piazza Pulita, ha parlato, sfiorando solo l’argomento, dell’esistenza di una “Borsa parallela” denominata AIM. Lo ha fatto a proposito dell’inchiesta sul conflitto d’interessi che vedrebbe coinvolto l’attuale Sottosegretario all’economia leghista Federico Freni che ha “dovuto” sostituire il dimissionario Claudio Durigon ad agosto 2021.

Paradossi e conflitti d’interesse riguardo all’Aim

Freni, oltre a essere avvocato INPGI, la cassa previdenziale dei giornalisti, da cui ha anche acquistato una casa a prezzo scontato in una delle zone più belle di Roma, è stato nominato Presidente della 4AIM Sicaf SPA, una società finanziaria quotata appunto all’AIM (la cosiddetta Borsa parallela citata da Formigli nella puntata dell’11 Novembre scorso).

Il fatto “paradossale” che getta ombre sulla possibilità di conflitti di interesse, è che lo stesso Freni, dopo aver lavorato da politico sulle norme che regolavano il settore AIM, sia diventato Presidente appunto della FourAim SPA. La quale, come dalla stessa dichiarato, ha già raccolto circa 25 milioni di euro per sottoscrivere prevalentemente azioni nell’ambito di collocamenti finalizzati alla quotazione in borsa al mercato AIM e successivi aumenti di capitale.

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Aim: le zone franche e i furbetti d’assalto

Essendo abbastanza sicuri che pochi telespettatori abbiano potuto comprendere a pieno, sia la portata del problema contestato all’Avv. Freni, sia che cosa sia l’AIM, ci auguriamo che finalmente, qualcuno qualificato voglia addentrarsi in questa ulteriore Zona Franca, terreno di caccia libera per “furbetti di quartiere”, finanzieri d’assalto, colletti bianchi, società fiduciarie, LTD estere, Advisors spregiudicati. E ovviamente politici dei vari schieramenti che necessitano di uno strumento più sofisticato rispetto al sistema “contributivo” delle fondazioni che appare ormai obsoleto e soprattutto “screditato”.

In breve, l’AIM, definita da Formigli una sorta di Borsa parallela, rappresenta il mercato borsistico dedicato alla piccola e media impresa (PMI) e soprattutto a fantomatiche Startup innovative. Tutto è caratterizzato dalla estrema semplificazione delle procedure di accreditamento e dalla quasi totale assenza di controlli e verifiche. Un po’ come l’autocertificazione per vedersi accreditare il reddito di cittadinanza.

Per semplificare: basta un advisor compiacente, un solo anno di bilancio idoneamente certificato, una società trainante che magari detiene una piccola partecipazione, una grande campagna pubblicitaria solo annunciata, un po’ di pubblicità per qualificare il marchio magari utilizzando sistemi di pagamento “alternativi”: qualche articolo sul Web, qualche annuncio di ingresso nella partecipazione azionaria di un socio illustre e il gioco è fatto.

Il lecito, l’illecito e l’opportuno

La società è quotata in Borsa segmento AIM con margini speculativi impressionanti. Infatti, con la preordinata organizzazione volta a raggiungere un’impennata del valore delle azioni, attraverso annunci di mirabolanti campagne pubblicitarie (non è importante poi eseguirle) oltre che di scenografici endorsment da parte di Vip che decidono di dichiarare al mondo un proprio investimento, la susseguente compravendita azionaria potrà essere particolarmente remunerativa.

Per carità, se non c’è nulla di illecito non ci resta che complimentarci per coloro che hanno saputo cogliere falle normative o decisioni politiche stranamente così vantaggiose (sempre per i soliti pochi). In uno Stato che da decenni fa i conti con l’evasione e l’elusione fiscale. Uno Stato che regolamenta tutto, che burocratizza anche il poter uscire di casa, che rende la vita di una semplice Partita Iva tanto complicata e pressante da costringerlo a lavorare in nero, che da sempre si preoccupa con grande determinazione di perseguire il “pizzicarolo“ di quartiere per uno scontrino di pochi euro non emesso.

Siamo comunque compiaciuti, che Piazza Pulita, pur se (a nostro avviso) con il primario intento di attaccare l’avversario leghista, abbia quanto meno accennato all’esistenza della “Borsa parallela”. Ci sarà adesso la volontà di occuparsene indipendentemente dal conflitto d’interessi del Sottosegretario Freni? Si vorrà scoperchiare il vaso dell’AIM? Avendo fatto un “giro” tra le Società quotate alla AIM, possiamo dire che se ne vedrebbero delle belle.

 
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