Aifa: pubblicato il rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19

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Dopo il Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19 pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), risultano essere 16 i morti su 435 valutati (circa il 3,7% della popolazione vaccinata) correlabili ai vaccini contro il Covid-19. In meno di un anno sono dunque lo 0,2 i casi di morte registrati per ogni milione di dosi somministrate.

Il campionario preso in riferimento è basato sul periodo che va dal 27 dicembre 2020 al 26 settembre 2021, durante il quale sono pervenute all’Aifa circa 110.110 segnalazioni su un totale di 84.010.605 dosi somministrate. Tra queste segnalazioni, l’85,4% è riferito a eventi non gravi come casi di febbre, stanchezza, dolori muscolari o dolori collocati nella sede in cui era avvenuta l’iniezione. Le segnalazioni gravi, invece, riguardano il 14,4% del totale con un tasso di 17 episodi gravi ogni 100mila dosi somministrate.

I risultati riportati prendono in considerazione tutte le segnalazioni indipendentemente dalla dose e dalla tipologia di vaccino a cui fanno riferimento. Nella maggior parte dei casi (il 76%) le reazioni sono relative al giorno stesso in cui avvenuta la vaccinazione o al giorno successivo ad essa, solo raramente hanno superato le 48 ore.

Situazione vaccinale in Italia

In Italia secondo i dati riportati dal Sole 24ore le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono circa il 73,49% dell’intera popolazione. Di queste soltanto il 2,50% ha attualmente ricevuto una sola dose, mentre il 4,09% è in attesa di ricevere la seconda. Per quanto riguarda invece la terza dose, ancora soltanto lo 0,73% della popolazione l’ha ricevuta.

Nel complesso la situazione in Italia e nelle regioni sembra avere un riscontro positivo. Il Lazio insieme alla Lombardia sono le regioni che hanno ricevuto più dosi (rispettivamente circa 10mila il primo e circa 17mila la seconda). Il primo posto però – in rapporto al numero di dosi ricevute e al numero somministrato – è della Toscana con circa il 91,4% delle dosi somministrate. Subito dopo il Molise, con il 90,7%, e l’Emilia-Romagna con il 90,6%. Per quanto riguarda invece il Lazio il rapporto è del 82,4%.