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08 Dicembre 2021

Pubblicato il

Aidaa, 4 milioni di capi con pellicce di cani e gatti venduti in Italia

di Redazione
Nel nostro Paese è illegale commercializzare capi d’abbigliamento con pelli e pellicce di cani o gatti

L'inverno è ormai arrivato e nelle vetrine dei negozi, addobbate a festa, sono riapparsi piumini, giacconi e cappotti, che molto spesso sono completati da inserti di pelliccia sulle maniche o sul cappuccio.

Diversi grandi brand della moda (da Versace, Armani, Calvin Klein solo per citarne alcuni) sono ormai apertamente dichiarati animal friendly e hanno scelto di tutelare il benessere animale dicendo "no alle pellicce". Esiste però un mercato più alla portata di tutti che continua a proporre, a prezzi competitivi, modelli impreziositi da inserti di dubbia provenienza.

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Come denunciato nei giorni scorsi da diverse associazioni animaliste, sempre più spesso queste pellicce vengono realizzate utilizzando il pelo dei nostri amati amici a 4 zampe. Nel nostro Paese, è illegale commercializzare qualsiasi capo d’abbigliamento con pelli o pellicce di cani e gatti. Eppure i mercati e i negozi ne sarebbero pieni.

Le etichette, infatti, ci sono, ma sono tutt'altro che chiare. E dall'altra parte gli acquirenti, sono spesso poco propensi ad approfondire. Così, come ha denunciato A.I.D.A. & A. – Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente in Italia sono già stati venduti più di 4 milioni di capi di abbigliamento e accessori con pellicce di cani e gatti.

Com'è purtroppo noto le condizioni di tanti allevamenti sono drammatiche: cani, gatti e volpi sono detenuti in gabbie troppo piccole ed esposte alle intemperie. Molto spesso gli animali, se non muoiono prima di stenti, vengono abbattuti e scuoiati con metodi a dir poco barbari. E la loro pelliccia finisce sulle nostre vetrine.

Come si può fare a distinguere una pelliccia sintetica da una vera e di dubbia provenienza? A.I.D.A. & A. e Humane Society (organizzazione statunitense che si occupa della tutela animale) stanno provando a raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, per metterli in guardia, e ricordando loro di leggere con cura le etichette. Se esse riportano nomi come Dogaskin, Gae wolf, Dogue of China, Finnracoon, Fox of Asia o Pemmern wolf il capo che si ha di fronte è in pelliccia di cane. Se, invece, si trovano dei nomi come Housecat, Katzenfelle, Lipi o Mountain cat, la pelliccia è di gatto.

In Italia, il commercio di pelli di cani e di gatti è un reato penale e può essere segnalato ai carabinieri del Noe (Carabinieri Nucleo Ecologico)

 

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