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07 Dicembre 2021

Pubblicato il

A Roma arriva il presidente dell’Azerbaigian, colloqui sul gas

di Redazione
Tre giorni per incontrare Napolitano, Renzi e Marino. Si discuterà anche di TAP

Dopo 6 anni, domani a Roma arriverà, per una visita di 3 giorni, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev, per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Pietro Grasso, il premier Matteo Renzi e il sindaco della capitale Ignazio Marino.

GASDOTTO TAP – È prevista la firma di una serie di accordi. L'Italia infatti, con un volume di scambi pari a 7mld di euro l’anno, rappresenta il maggior partner commerciale dell'Azerbaigian. Al centro del rapporto delle due capitali, Roma e Baku, il progetto di gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline): nei prossimi anni, passando per Grecia ed Albania, attraversando l’Adriatico, fino ad arrivare in Puglia, sarà portato in Italia il gas azero.

L’accordo è stato firmato lo scorso anno, con il beneplacito della Commissione Europea che, pur avendo spalleggiato a lungo il progetto Nabucco West, alla fine ha accolto la decisione del Consorzio Shah Deniz, che ha appoggiato il progetto TAP il quale, economicamente parlando, costerebbe meno del Nabucco. Quest'ultimo, avrebbe dovuto portare in Europa il gas attraverso la Turchia, la Romania, l’Ungheria e l’Austria.

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Il TAP, dovrebbe avere inizialmente una capacità di 10mln di metri cubi. Le prime forniture, potrebbero arrivare in Italia nel 2019.

Certo non sarà facile la realizzazione del gasdotto. A San Foca (Lecce) in particolare – località finale del progetto –, ma anche in altre località, la protesta è iniziata. Ed è nato il Comitato NO TAP, al grido di: “Fermiamo lo scellerato progetto del gasdotto Trans Adiatic Pipeline con approdo a S. Foca in provincia di Lecce”.  

“I comuni di Melendugno, Vernole, Castrì e Caprarica di Lecce hanno, inoltre, rilasciato due delibere di contrarietà all'opera. Nonostante la contrarietà della popolazione intera, nonostante la contrarietà delle istituzioni locali gli affaristi del gas, coperti dallo stato e nascosti dietro l' ‘operazione strategica per l'Unione Europea’, continuano a fare il loro comodo” – si legge sulla pagina Facebook del Comitato

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ALTRO, OLTRE IL GAS – Secondo quanto riferisce l’AdnKronos, l’ambasciata di Baku a Roma, sottolinea che l'interesse del nostro Paese per l'Azerbaigian non riguarda solo il petrolio. Oggi, molte imprese italiane dimostrano grande interesse anche nel settore non-oil in Azerbaigian, in particolare nei settori delle costruzioni, infrastrutture, ingegneria meccanica, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ricerche spaziali, industria alimentare, agricoltura, turismo ed altri, in linea con la politica di differenziazione dell'economia portata avanti dal governo di Baku. Molte imprese italiane sono già presenti in Azerbaigian.

Si tratterà di “una visita molto importante perché firmeremo molti documenti importanti in molti settori delle nostre relazioni. In generale, ogni visita di questo tipo pone i nostri rapporti ad un livello ancora più alto”- aveva dichiarato il mese scorso all'Adnkronos l'ambasciatore azero a Roma, Vaqif Sadiqov, che, oltre a sottolineare le storiche relazioni tra i due Paesi, “forti” sia da un punto di vista politico che economico, aveva anche ricordato che l'Azerbaigian è “stato sempre un ponte tra l'Oriente e l'Europa”.

 
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