Altro che fascismo, la violenza di piazza praticamente è solo rossa
Chi persevera ad agitare lo spauracchio di un inesistente ritorno del Ventennio apra gli occhi: devastazioni, sabotaggi, aggressioni, perfino omicidi hanno tutti una matrice “sinistra”
Spauracchio del fascismo (© Alisdare Hickson / Wikimedia Commons)
A questo punto, sentire l’opposizione demo-grillina che persevera a starnazzare di fascismo ogni due per tre ha davvero del surreale. O del patetico, considerando che si punta l’indice, tra l’altro, contro episodi semi-folkloristici come la commemorazione annuale della strage di Acca Larentia. Quattro gatti nostalgicamente ignoranti che puntualmente inscenano il saluto romano: e dovrebbero essere paradigmatici di un imminente ritorno del Ventennio?!

Altro che fascismo
Nel frattempo, però, queste sentinelle così solerti nel “fare di tutta l’erba un fascio” si distraggono volentieri davanti ai sabotaggi delle linee ferroviarie perpetrati dagli anarchici. O di fronte alle devastazioni che sono all’ordine del giorno nelle manifestazioni pro-Pal infestate da pacifinti veri antisemiti. Per tacere delle aggressioni agli agenti di cui continuano a rendersi protagonisti gli antagonisti, come al recente corteo contro lo sgombero del famigerato centro sociale Askatasuna.

A Torino si è sfiorata la tragedia, in Francia invece l’aggressione antifa dello studente 23enne Quentin Deranque è sfociata in un barbaro omicidio. La cui responsabilità politica e morale è esplicitamente attribuita a La France Insoumise, e non solo per la retorica, costantemente intrisa d’odio, del leader Jean-Luc Mélenchon. Ma anche perché tra gli arrestati figura l’assistente di un deputato del partito massimalista, a cui era già stato sospeso precauzionalmente l’accesso all’Assemblea Nazionale.

Con (e per) accuse simili – mutatis mutandis -, la nostra Ilaria cum grano Salis è stata catapultata in Europarlamento dagli equivalenti italici della gauche transalpina. I cui alleati campolarghisti farebbero quindi bene ad aprire gli occhi, perché tutti i casi sopracitati hanno una matrice comunista in comune. A dimostrazione che quelle di piazza sono pressoché esclusivamente violenze rosse, e le uniche minacce per la democrazia, in pratica, arrivano dall’estrema sinistra: altro che fascismo.






